Ermeneutica interculturale

  • A.A. 2017/2018
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea LM-78
Carla Canullo / Professoressa di ruolo - II fascia / Filosofia teoretica (M-FIL/01)
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
Prerequisiti

Non sono richiesti prerequisiti

Obiettivi del corso

In una società sempre più complessa, il misconoscimento e la non comprensione dell'altro sono fonte di contrasti e lotte la cui radice è anche culturale. Il corso di "Ermeneutica interculturale" intende: formare lo studente ad affrontare la ricerca filosofica attraverso il confronto critico con altre esperienze culturali; fornire strumenti culturali adeguati per affrontare in modo specifico questioni che riguardano la convivenza delle culture; fornire elementi di traduzione e
interpretazione interculturale, ovvero vedere come i concetti della nostra società e cultura sono recepiti e interpretati da altre culture; raggiungere un'adeguata padronanza di tali concetti e saper conoscere anche elementi della terminologia filosofica e del pensiero di altre culture; saper interpretare "interculturalmente" la filosofia per introdurla e insegnarla anche a chi appartiene a culture diverse da quella europea/occidentale.


Programma del corso

Nel saggio del 1925 sul "Nuovo pensiero", Rosenzweig scriveva: «La presentazione di ebraismo e cristianesimo non deve la sua origine a un interesse di scienza delle religioni, bensì ... è determinata da un interesse sistematico generale e, particolarmente, dal problema di un'eternità esistente, e quindi dal compito di scongiurare il pericolo che il nuovo pensiero venga compreso nel senso, o meglio nel non senso, delle "filosofie vitalistiche" o altrimenti "irrazionalistiche"».
L'interesse sistematico impedirà a Rosenzweig anche l'assunzione di una Prospettiva di "pensiero apologetico" che alla fine del secolo XIX e agli inizi del XX era stata assunta sia dall'ebraismo che dal cristianesimo. Il corso proporrà di leggere nell'opera indicata quel nesso tra eternità e storia, che teoreticamente rappresenta una delle più suggestive provocazioni del filosofo ebreo-tedesco.
Connessione teoricamente non neutra, giacché eternità e storia, sono in qualche modo due realtà temporalmente e ontologicamente contrapposte: o si eternizza la storia che, in tal modo, non è più storia o si storicizza l'eternità che quindi perde il suo carattere di eternità, ma anche, allora, il carattere di mistero e di miracolo, dispiegandosi tutta nella manifestazione del divenire storico.
Tempo ed eterno restano poli di una tensione irriducibilmente dialettica. L'evento dell'ingresso dell'eterno nel tempo trasforma radicalmente, ontologicamente, il tempo assegnandogli una destinazione teologica di tempo compiuto, o anche di fine del tempo. Se, al contrario, l'eterno si fa storia il suo dispiegamento si traduce in una fenomenologia dell'assoluto, che assegna alla storia il carattere della necessità, non c'è più alcuna differenza tra la storia e la teodicea, poiché le due si identificano confondendosi l'una nell'altra.
Questi contenuti saranno svolti tenendo conto dell'ermeneutica delle tre culture cristiana, ebraica e dell'Islam che Rosenzweig incrocia ne La Stella della Redenzione.

Non sono previste fasce di CFU né distinzioni tra frequentanti e non frequentanti.

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) F. Rosenzweig Il nuovo pensiero Arsenale, Venezia, 1983 » Pagine/Capitoli: selezione di capitoli
  • 2.  (A) F. Rosenzweig La Stella della Redenzione Vita e Pensiero, Milano, 2005 » Pagine/Capitoli: lettura integrale
  • 3.  (C) Aa. Vv F. Rosenzweig. Pensare ebraicamente (rivista "Filosofia e teologia") ESI, Napoli, 2000 » Pagine/Capitoli: scelta di articoli
  • 4.  (C) F.P. Ciglia Fra Atene e Gerusalemme. Il nuovo pensiero di Franz Rosenzweig Marietti, Genova, 2009 » Pagine/Capitoli: lettura integrale
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

La docente fornirà dispense che saranno reperibili presso la portineria della sede del corso (via Garibaldi, 20, 62100 Macerata). Il corso prevede l'assegnazione di 6 CFU per 30 ore di lezione che gli studenti conseguiranno preparando per l'esame il programma indicato. Frequentanti e non frequentanti sosterranno l'esame sullo stesso programma; non vi sono distinzioni per fasce di CFU.

Metodi didattici
  • Una parte delle lezioni sarà frontale e tenuta dal docente e una parte sarà dialogata e
    seminariale. Nella prima parte il docente esporrà le principali nozioni teoriche generali e
    l'argomento monografico. Il materiale didattico sarà rappresentato da testi adottati e fotocopie
    fornite dal docente. La seconda parte sarà concordata con gli studenti, con i quali saranno
    individuate parti dei testi adottati da presentare ai colleghi e da discutere in aula. Vi saranno
    anche attività seminariali svolte dagli studenti e concordate insieme fin dalle prime lezioni, al fine
    di favorire la preparazione del lavoro.
    Scopo dell'attività didattica è favorire l'apprendimento dei contenuti del corso e l'acquisizione di
    una solida formazione di base (didattica frontale); favorire l'acquisizione di un linguaggio tecnico
    specialistico (didattica frontale); formare lo studente all'esposizione dei contenuti ad altri
    interlocutori (scopo della didattica seminariale e dialogata).
Modalità di valutazione
  • L'esame consterà di un commentario scritto (40% del voto finale) e un colloquio orale (60% del voto finale). Il voto sarà assegnato tenendo conto della seguente griglia: sufficiente 18-22; discreto 23-26; buono 27-29; ottimo 30-30 e lode.
    Criteri di valutazione:
    1-aver acquisito una conoscenza di base degli argomenti per il superamento dell'esame (conoscenza di tutti i testi discussi a lezione e indicati nel programma dell'esame; voto: sufficiente);
    2-Aver acquisito un'adeguata conoscenza degli argomenti del corso di base e monografico (voto: discreto); 3-Conoscere il linguaggio tecnico e specifico dell'autore (voto: discreto); 4-Mostrare padronanza dei contenuti suddetti e saper esporre con linguaggio tecnico e appropriato i contenuti appresi nel corso delle lezioni e studiati per la preparazione dell'esame (voto: discreto/buono); 5-Saper rispondere a quesiti mostrando di essere capaci di comprendere le diverse implicazioni dei contenuti appresi.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

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Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

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