Capriotti GiuseppeRicercatore Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo (L-ART/02) E-mail: giuseppe.capriotti unimc.it PresentazioneDopo la tesi di laurea interdisciplinare in Storia delle Religioni – Storia dell’Arte Moderna (2000), dedicata allo studio dell’iconografia di due eroi del mito greco (Narciso e Giacinto), e il triennio di dottorato in “Storia e Conservazione dei Beni Culturali” (2000-2003), impiegati nell’analisi del culto e dell’iconografia di San Sebastiano, ha continuato ad occuparsi di iconografia del mito e di iconografia di santi: ha pubblicato parte dei risultati delle ricerche di tesi di laurea (articoli su Caravaggio e Domenichino), ha studiato il tema delle Sibille nell’arte umbro-marchigiana tra XIV e XVII secolo (in relazione alle leggende della Sibilla dell’Appennino diffuse sul territorio), ha condotto ricerche sull’iconografia di alcune sante (Maria Maddalena, Sant’Elena e Santa Lucia). Successivamente si è occupato di arte del legno, lavorando soprattutto sulla funzione dei simulacri lignei e sul rapporto tra iconografia ed esigenze devozionali; ha pubblicato dunque ricerche sulla committenza di suor Battista da Varano e sul suo legame con l’intagliatore Domenico Indivini. Oltre ad aver lavorato su diversi artisti marchigiani del Rinascimento, ha pubblicato studi su Vittore Crivelli, Pintoricchio, Lorenzo Lotto, Caravaggio, Domenichino e Mattia Preti. Tra il 2010 e il 2011 ha studiato a più riprese la pittura e la scultura risorgimentale e ha pubblicato saggi sull’architetto Giovan Battista Carducci e sullo scultore Ettore Ferrari. Dal 2005 si occupa di "pittura antiebraica", utilizzando principalmente le immagini come fonti storiche, attraverso le quali analizzare il conflitto intercorso tra cristiani ed ebrei nel Rinascimento. Più recentemente ha inserito in questa ricerca anche il "problema turco", in particolare con uno studio sulla committenza dei cavalieri di Malta (2009) e un saggio sul "ruolo" dei turchi nella pittura della Controriforma (2011). Dal 2010 lavora sulla fortuna delle Metamorfosi di Ovidio nell’arte del Cinquecento, studiano in particolare alcune sculture di Benvenuto Cellini e le xilografie di Giovanni Antonio Rusconi per le Trasformationi di Lodovico Dolce, un’edizione volgarizzata dell’opera ovidiana. Sempre mantenendo un approccio interdisciplinare, ha rivolto gran parte delle sue ricerche alla risoluzione di questioni di iconografia, contaminando il tradizionale metodo iconologico con i criteri propri dell’antropologia storica, problematicamente applicati alle arti figurative. Dal 2008 è ricercatore presso il Dipartimento di Beni Culturali e, dal 2012, presso il Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo. Attualmente insegna Iconografia e Iconologia.Orario di ricevimento studentiSi riceve a Fermo e a Macerata su appuntamento da concordare via mail. I laureandi possono inoltre contattarmi al telefono. Insegnamenti2012/2013 Altre info
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