Storia dell'educazione (MZ)

  • A.A. 2017/2018
  • CFU 8
  • Ore 48
  • Classe di laurea L-19
Luigiaurelio Pomante / Ricercatore T.D. / Storia della pedagogia (M-PED/02)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

Adeguata conoscenza della storia politica, culturale e
sociale dell'Italia e dell'Europa dei secoli XIV-
XIX.

Obiettivi del corso

Il corso si propone di ricostruire le vicende educative e
scolastiche che hanno caratterizzato la nostra
penisola nel corso dell'età moderna e il ruolo esercitato
dalle istituzioni religiose, politiche e culturali
nel rinnovamento delle pratiche didattiche e nella
evoluzione dei modelli formativi. Saranno inoltre
presentati gli indirizzi di fondo e la fortuna di taluni tra i
maggiori testi pedagogici e trattati di
educazione che hanno visto la luce in Italia dall'età
umanistica e rinascimentale alla stagione
rivoluzionaria e napoleonica (XV-XIX secolo).

Programma del corso

Parte prima: Istituzioni, pratiche e modelli formativi tra
cultura, religione e politica

Programmi e metodi di insegnamento della scuola
umanistica
Il ruolo esercitato dal Concilio di Trento (1545-1563) nel
rinnovamento dell'educazione cristiana in
Italia e in Europa
L'alfabetizzazione di massa agli albori dell'età moderna
grazie alle cosiddette Scuole della Dottrina
Cristiana
Cura pastorale, rinnovamento dei costumi ed
educazione della gioventù nella Milano di Carlo
Borromeo
Le istituzioni e le iniziative educative e scolastiche
create dagli ordini religiosi tra Cinque e Seicento
in Italia e in Europa
Il ruolo esercitato nella penisola dai maestri privati e le
più significative esperienze di istruzione
primaria e popolare avviate dalle magistrature comunali
nel corso dell'età moderna
La politica scolastica degli Stati assolutistici del
Settecento.
Scuola e istruzione pubblica in Italia durante la fase
giacobina e napoleonica

Parte seconda: La trattatistica sull'educazione e
sull'insegnamento

Relativamente alla trattatistica educativa, saranno presi
in esame i seguenti autori e le seguenti
opere:
Pier Paolo Vergerio e il De ingenuis moribus et
liberalibus adulescentiae studiis (1402)
Maffeo Vegio da Lodi e il De educatione liberorum et
eorum claris moribus (1444)
Jacopo Sadoleto e il De liberis recte instituendis (1533)
Alessandro Piccolomini e il dialogo Raffaella o della
Creanza delle donne (1540)
Silvio Antoniano e i Tre libri dell'educazione christiana
dei figliuoli (1584)
Orlando Pescetti e l'Orazione dietro al modo
dell'instituire la gioventù (1592)
Antonio Possevino e la Coltura de gl'ingegni (1598)
Giambattista Vico e il De nostri temporis studiorum
ratione (1708)
Scipione Maffei e il Parere sul migliore ordinamento
della R. Università di Torino (1718)
Gasparo Gozzi e il trattato Sulla riforma degli studj
(1770)
Giuseppe Gorani e il Saggio sulla pubblica educazione
(1773)
Gian Rinaldo Carli e il Nuovo metodo per le scuole
pubbliche d'Italia (1774)
Giacinto Sigismondo Gerdil e le Considerazioni sopra gli
studi della gioventù (1785)
Gaetano Filangieri e il trattato Delle leggi che riguardano
l'educazione, i costumi e l'istruzione
pubblica (1785)
Giovanni Agostino De Cosmi e il Ragionamento su la
pubblica educazione (1786)
Girolamo Bocalosi e il trattato Dell'educazione
democratica da darsi al popolo italiano (1796)
Matteo Galdi e il Saggio d'istruzione pubblica
rivoluzionaria (1798)
Gian Domenico Romagnosi e il trattato Della
costituzione di una monarchia nazionale
rappresentativa (1815)

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) R. Sani Storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche nell'Italia moderna FrancoAngeli, Milano, 2015 » Pagine/Capitoli: pp. 7-344
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Tanto gli studenti frequentanti, quanto quelli non frequentanti, sono tenuti a studiare integralmente il testo adottato per affrontare l'esame di profitto (non sono previsti testi aggiuntivi per i non frequentanti). In nessun caso è prevista una riduzione del carico didattico.

Metodi didattici
  • Lezioni frontali partecipate che hanno lo scopo di
    presentare ed esaminare i principali argomenti del
    corso.


Modalità di valutazione
  • Prova intermedia scritta con domande a risposta aperta
    sulla parte prima del programma. La prova
    sarà volta a valutare il livello di conoscenza dei
    contenuti raggiunto, l'uso appropriato del linguaggio
    specialistico della storia dell'educazione e le capacità di
    rielaborazione delle informazioni in un testo
    di lunghezza predeterminata.
    Gli argomenti della prova intermedia non saranno più
    oggetto d'esame per chi l'avrà superata e
    l'esito ottenuto (in trentesimi) farà media con quello
    della prova finale che consisterà in un colloquio
    orale sulla parte seconda del programma.
    Chi non avrà partecipato alla prova intermedia o non
    avrà superato la prova intermedia dovrà
    sostenere l'esame oralmente sull'intero programma.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

inglese

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