Filosofia del linguaggio

  • Filosofia del linguaggio Classe: L-11
  • A.A. 2015/2016
  • CFU 9, 6(m)
  • Ore 45, 30(m)
  • Classe di laurea L-10, L-11(m)
Marcello La Matina / Professore di ruolo - II fascia / Filosofia e teoria dei linguaggi (M-FIL/05)
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
Prerequisiti

Per essere ammessi alla frequenza del Corso occorre avere un sincero
interesse verso i linguaggi dell'arte, verso le pratiche cultuali vecchie e nuove,
verso le forme della simbolizzazione: insomma, un interesse verso gli
approcci filosofici a segni e simboli. Allo stesso modo, occorre avere interesse
per l'analisi dei giochi linguistici, la notazione simbolica e le forme di
discussione tipiche delle comunità dei filosofi detti "analitici". Autori come
Wittgenstein o Goodman -- per quanto diversi tra loro -- sono ugualmente
trattati come modelli dell'argomentare che chiamiamo analitico. Il vero pre-
requisito è però la visione della filosofia quale processo o attività capace di
suscitare domande sui simboli, sulle loro ragioni di esistenza, sul ruolo che
occupano nel disegno di mondi reali o possibili, e nello sviluppo di una
mitologia.

Obiettivi del corso

Ai giorni nostri sia la filosofia sia la maggiore fra le scienze
umane, cioè l'antropologia, hanno da tempo smesso di essere forme di
vita, per ridursi a sistemi di categorie o a gioco linguistico, nel quale sovente
il criterio snobistico si sostituisce al rilievo scientifico. Simile, per molti versi,
la sintomatologia. Molti filosofi ignorano gli aspetti logici del
linguaggio che adoperano; altri, vi si concentrano come se la comunicazione
umana non fosse che l'applicazione di un calcolo matematico. Così lo
specialismo si isterilisce e il discorso filosofico diviene un manierismo al
pari di altri.
La disciplina si prefigge di fornire allo studente tutti gli strumenti logici, semantici e pragmatici che possano contribuire a un migliore controllo delle forme argomentative.
In particolare, il general problem solving, la teoria della proiezione induttiva (Goodman, Wittgesntein) e la teoria dell'abduzione (Ch. S.
Peirce) saranno oggetto di analisi continuata.

Programma del corso

La filosofia che professiamo non è un sapere, quanto piuttosto il punto in cui i
saperi tradizionali entrano in crisi a causa della loro stessa specificità. Il
filosofo non è un sapiente o un tecnico, ma colui che si sforza di praticare una
revisione del proprio mondo a partire dalla ricostruzione razionale del proprio
linguaggio.
Nel nostro caso, ciò accade attraverso la lezione "omiletica", ovvero attraverso
una serie di conversazioni che prendono spunto da situazioni ipotetiche e
sondano le pratiche che l'umanità ha costruito attorno a queste e simili
circostanze.

Il cuore del nostro Corso è la nozione di traduzione, ossia quella relazione che
costituisce attorno a un testo o a un discorso delle reti simboliche che
dislocano i soggetti (parlante, destinatario, non-persona), ricalcolando la loro
posizione logica rispetto a lingue altre e mondi altri. Particolare attenzione
verrà data alla antropologia di nozioni come "predicato", "verità", "significato"
o "significante".

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) Ludwig Wittgenstein Ricerche filosofiche Einaudi, Torino, 1975 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 2.  (A) Ludwig Wittgenstein Osservazioni filosofiche Einaudi, Torino, 1976 » Pagine/Capitoli: pagine 1 - 140 (esclusa introduzione di Marino Rosso)
  • 3.  (A) Franco Lo Piparo Il professor Gramsci e Wittgenstein. Il linguaggio e il potere Donzelli, Roma, 2014 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 4.  (A) Marcello La Matina Note sul suono. Filosofia dei linguaggi e forme di vita LeOssa, Ancona, 2014 » Pagine/Capitoli: capitoli da concordare
  • 5.  (C) Eva Picardi Linguaggio e analisi filosofica Pàtron, Bologna, 1992 » Pagine/Capitoli: capitoli da concordare all'occorrenza
  • 6.  (C) Paolo Virno Grammatica della moltitudine. Per un'analisi delle forme di vita contemporanee DeriveApprodi, Roma, 2014 » Pagine/Capitoli: 2. edizione, per intero
  • 7.  (C) Michael Dummett Alle origini della filosofia analitica (ed. riveduta) ilMulino, Bologna, 1987 » Pagine/Capitoli: da concordare col docente
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Il cuore dell'insegnamento è la lezione. Nessuna pratica digitale o virtuale potrà mai sostituirla o possedere eguale efficacia simbolica.

Durante il Corso potranno essere distribuiti agli studenti dei testi in PDF, per uso didattico, ovvero si farà riferimento a pagine disponibili in fotocopia.

Lo studente che non desidera frequentare -- o non può -- ha l'obbligo di segnalarlo al docente a inizio Corso (semestre), così da concordare un programma alternativo. Non sono ammessi all'esame studenti "last minute".

Metodi didattici
  • Posto che la classe è assimilabile a una comunità filosofica transitoria, il modo
    seminariale appare adeguato al mantenimento di una attitudine dialogica.
    Ciascuno studente è invitato a comunicare a inizio Corso la propria volontà di
    partecipare o meno a questa forma di "esercizio" filosofico, che comporta
    anche uno stile di vita sobrio e critico, ma mai malevolo e aggressivo. Si
    impara insieme e ci si aiuta nella valutazione dei contenuti e delle forme di
    espressione. Uno degli scopi è rendere ragione del detto secondo cui "la prova
    che sappiamo qualcosa è nel fatto che sappiamo insegnarla". Dall'ascolto si
    passerà gradualmente alla presentazione dei propri punti di vista, nel rispetto
    e nell'amicizia.
Modalità di valutazione
  • Gli studenti verranno valutati senza discriminazione tra frequentanti e non. Essi dimostreranno, attraverso una esposizione in forma di lezione (o altra forma equivalente) la loro maturazione e la loro duttilità nel muoversi all'interno delle disciplina. In nessun caso l'esame finale può consistere di un solo colloquio. Lo studente è tenuto a instaurare col docente un dialogo (anche a distanza), che consenta ad entrambi di verificare man mano e in tutta lealtà i progressi nella filosofia del linguaggio. Gli studenti sono informati che la loro ammissione all'esame è soggetta alle regole del patto educativo stipulato con il docente a inizio Corso (e non in modalità last-minute agreement).
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

Inglese, Tedesco, Russo

Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

A richiesta dello studente: una lingua europea diversa dall'Italiano.