Semiotica e filosofia del linguaggio

  • Semiotica Classe: L-20
  • Semiotica e filosofia del linguaggio Classe: L-11
  • Filosofia del linguaggio Classe: L-10
  • A.A. 2016/2017
  • CFU 9, 9(m), 6(m), 8(m)
  • Ore 45, 45(m), 30(m), 40(m)
  • Classe di laurea L-10, L-10(m), L-11(m), L-20(m)
Marcello La Matina / Professore di ruolo - II fascia / Filosofia e teoria dei linguaggi (M-FIL/05)
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
Prerequisiti

Gli studenti che desiderano frequentare il Corso -- o studiarne, almeno in
parte, i contenuti e le forme -- potrebbero trarre giovamento dalla conoscenza
di alcuni "ferri del mestiere". Tra questi i più importanti sono: (1) almeno una
lingua europea diversa dall'Italiano; meglio se si conosca, anche in piccola
parte, anche una lingua antica; (2) i concetti principali della Linguistica
Moderna, da Saussure in qua; (3) rudimenti di analisi logica dell'enunciato e/o
del testo.
Al di là di questi, il vero requisito è l'interesse per la Lezione (ovviamente,
qualsiasi lezione di qualsivoglia insegnamento), intesa come il momento
attorno al quale tutta la vita universitaria deve ruotare. Partecipare, redigere
un blocco di appunti, fare domande e ascoltare i Giovani Colleghi. Insomma,
vivere il Corso come se si formasse insieme una comunità "transitoria".
L'apprendimento che intendo promuovere è un fatto sociale, comunitario, non
privato e intimista.

Obiettivi del corso

Il Corso si propone di orientare la riflessione degli ascoltatori verso temi che,
nella vita di ogni giorno, appaiono poco e male osservabili. Tutti accettiamo e
formuliamo enunciati e testi; raramente, però, ci si accorge degli impegni che
si assumono dando il proprio assenso a un enunciato. Riflettere su nozioni
quali "verità di un proferimento", "significato", "forma logica" è utile sia per
migliorare la propria consapevolezza nell'uso dei linguaggi e sia per acquisire
una visione filosofica e semiotica del mondo (dei mondi) in cui si vive.

I risultati attesi non sono, come accade in altri contesti, dei dati o delle
nozioni determinabili in anticipo; quel che si aspetta è che gli Studenti pian
piano divengano capaci di sviluppare una argomentazione filosofica, di
presentarla in contesti accademici, di accettare obiezioni e rispondere ad esse.
Infine, che attraverso la pratica del parlare in pubblico, sviluppino la passione
per l'indagine filosofica.

Programma del corso

Alla luce delle premesse, non si può parlare di "un" programma: si forniscono
qui linee guida per seguire meglio il Corso.

Esistono molte filosofie del linguaggio, ma nessuna di esse può pretendere di
essere riuscita a cogliere tutti i problemi rilevanti per comprendere il senso
che il linguaggio, nella sua vastità e nella sua pluralità, possiede all'interno
della famiglia umana o nel mondo animale. Una svolta importante nello studio
filosofico dei linguaggi è stata quella impressa da studiosi di fine Ottocento, i
quali hanno legato lo studio del significato linguistico all'esser vero di un
enunciato o di un proferimento. Conseguentemente, sono sorte molte teorie
del significato che funzionavano anche come teorie della verità; e vice versa.
Quasi mai i filosofi hanno, però, messo a tema il Significante.

Mostrare come possa essere immaginata una teoria della verità che funzioni
come teoria del significante è il mio scopo fina dal 2004, anno in cui apparve
la mia (finora) più estesa monografia: «Cronosensitività. Una teoria per lo
studio filosofico dei linguaggi» (Carocci). In quel testo muovevo dai limiti della
semiotica e della tradizionale filosofia analitica del linguaggio: la prima
presume che tutta la cultura sia un fatto segnico; la seconda presume che il
linguaggio verbale, così come appare nel mondo occidentale, sia un oggetto
privilegiato e ne fa il cuore della sua speculazione.

Noi crediamo che il Significante sia rilevante prima ancora del significato e che
la nozione di Segno non sia sufficiente a spiegare fenomeni come i riti, le
liturgie, e neppure le stessa nozione di verità di un proferimento.

Ci proponiamo di ascoltare le ragioni dei filosofi (analitici e non) e quelle dei
semiotici (parte generale, crediti base); vorremmo poi tracciare alcuni punti
della nostra teoria del significante (crediti fino a 9); infine, vorremmo
discutere in forma comunitaria gli aspetti che sono rilevanti per uno studio
filosofico della comunicazione umana. Un particolare rilievo sarà dato al
confronto fra teorie dell'enunciato e teorie del testo.

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (C) Umberto Eco Semiotica e Filosofia del linguaggio Einaudi, Milano, 1984 » Pagine/Capitoli: scelta da concordare
  • 2.  (A) Ludwig Wittgenstein Ricerche filosofiche, Nuova Ed. it. a cura di M. Trinchero Einaudi, Torino, 1999 » Pagine/Capitoli: paragrafi da concordare
  • 3.  (A) Donald Davidson Verità e interpretazione ilMulino, Bologna, 1994 » Pagine/Capitoli: da concordare
  • 4.  (A) Marcello La Matina Cronosensitività. Una teoria per lo studio filosofico dei linguaggi Carocci, Roma, 2004 » Pagine/Capitoli: scelta di capitoli
  • 5.  (C) Franco Lo Piparo Il professor Gramsci e Wittgenstein Donzelli, Roma, 2015 » Pagine/Capitoli: tutto
  • 6.  (C) Janos Sandor Petofi Scrittura e interpretazione Carocci, Roma, 2004 » Pagine/Capitoli: da concordare
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Si adopereranno strumenti musicali. Si forniranno piccoli Abstract in lingua inglese. Si potrà stabilire un programma alternativo a quello ufficiale e/o sostenere le prove in una lingua diversa da quella italiana. Per gli studenti di Lingue moderne e di Mediazione linguistica la scelta di una lingua diversa dall'italiana può rappresentare un ottimo test.

Metodi didattici
  • La lezione è di tipo seminariale (o, meglio, di tipo omiletico: si prende un testo
    e si fa close reading); la partecipazione degli Ascoltatori non è da intendersi
    come presenza passiva. Essi sono co-operatori sempre (come voleva il buon
    Plutarco di Cheronea).
    La lezione è il cuore dell'insegnamento; ed è anche buona parte di quel che
    differenzia l'università da altri luoghi di apprendimento. Il docente formula un
    tema e propone uno sviluppo argomentativo. Mostra le obiezioni possibili e
    alla fine dà la propria lettura dei fenomeni osservati. Gli studenti sono tenuti a
    redigere i propri appunti in modo tale da consentire la revisione degli stessi.
    Rileggere e correggere gli appunti di lezione è parte della modalità di
    valutazione.
Modalità di valutazione
  • La valutazione è scritta e orale.
    Frequentanti: redigere un quaderno di appunti del corso: pulito, ordinato, costituito in modo da poter essere sottoposto ad esame e confrontato con gli appunti di altri studenti; questo è lo scritto. Essi possono ottenere di svolgere, a fine o durante il corso, una presentazione o talk: essa può durare non più di 15' ed è considerata titolo per accedere al superamento dell'esame finale. Le caratteristiche dell'insegnamento non permettono di stilare una lista di "cose da sapere". La prova che uno sa è che sa insegnare: forti del criterio di Aristotele, noi riteniamo che l'unico esame possibile per valutare in "filosofia del linguaggio" e in "semiotica" sia quello che vede l'esaminando nel ruolo di conferenziere (in prova), con eventuali presentazioni ppt.

    Non-frequentanti: debbono richiedere a inizio corso un programma alternativo, che discuteranno in più di un incontro, prima di arrivare alla prova finale.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

inglese, francese, greco

Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

inglese, francese, spagnolo, neogreco.