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Semiotica e filosofia del linguaggio

  • Semiotica Classe: L-20
  • Semiotica e filosofia del linguaggio Classe: L-11
  • A.A. 2018/2019
  • CFU 6, 9, 6(m), 8(m)
  • Ore 30, 45, 30(m), 45(m)
  • Classe di laurea L-10, L-11(m), L-20(m)
Marcello La Matina / Professore di ruolo - II fascia / Filosofia e teoria dei linguaggi (M-FIL/05)
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
Prerequisiti

La filosofia antica fu soprattutto una forma di vita e poi anche un sistema di credenze
e proposizioni. Il filosofo che oggi appare più vicino a quell'ideale è Ludwig
Wittgenstein, al quale si vorrebbe fare riferimento anche per studiare i linguaggi in
connessione con stili e forme di vita.

Il prerequisito per praticare questa forma di studio è la disponibilità a cambiare i
propri punti di vista sulle cose, la disponibilità al lavoro su se stessi.

Obiettivi del corso

Ai giorni nostri sia la filosofia universitaria sia la maggiore fra le scienze umane,
cioè l'antropologia, hanno da tempo smesso di essere forme di vita, per ridursi a
sistemi di categorie, o, nei casi peggiori, a gioco linguistico, nel quale sovente il
criterio snobistico si sostituisce al rilievo scientifico. Simile, per molti versi, la
sintomatologia.

Molti filosofi ignorano semplicemente gli aspetti logici del linguaggio che
adoperano; altri, vi si concentrano come se la comunicazione umana non fosse
che l'applicazione di un calcolo matematico. Così, lo specialismo si isterilisce e il
discorso filosofico diviene un manierismo al pari di altri.

A noi pare che un modo per uscire da questa situazione sia ripartire dalla filosofia
che si diede nell'Antichità greca. Essa fu soprattutto una forma di vita e poi anche
un sistema di credenze e proposizioni.

Programma del corso

La filosofia che professiamo non è un sapere, quanto piuttosto il punto in cui i saperi
tradizionali entrano in crisi a causa della loro stessa specificità. Il filosofo non è un
sapiente o un tecnico, ma colui che si sforza di praticare una revisione del proprio
mondo a partire dalla ricostruzione razionale del proprio linguaggio.

Nel nostro caso, ciò accade attraverso la lezione "omiletica", ovvero attraverso una
serie di conversazioni che prendono spunto da situazioni ipotetiche e sondano le
pratiche che l'umanità ha costruito attorno a queste e simili circostanze.

Il nucleo del Corso è la nozione di Eros, quale modo della conoscenza umana. Esso
verrà al centro delle nostre lezioni attraverso la parola dei poeti, la musica, le
immagini. Cruciale è il riferimento al Cantico dei Cantici e alle strade che esso ha
tracciato a partire dalla cultura ebraica, per giungere fino alle moderne traduzioni e
trasposizioni.

Dal punto di vista semiotico è sotto osservazione la teoria della traduzione, ossia
quella relazione che disloca e ssotituisce testi, parole, immagini, tropi e soggetti
(parlante, destinatario, non-persona), ricalcolando la loro posizione logica
rispetto a lingue altre e mondi altri. Particolare attenzione verrà data alla
antropologia di nozioni come "predicato", "verità", "significato" o "significante".

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) Andrea Ponso Cantico dei Cantici Il Saggiatore, Milano, 2018 » Pagine/Capitoli: da concordare
  • 2.  (A) Emanuele Coccia La vita delle piante Il Mulino, Bologna, 2018 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 3.  (C) Gianfranco Marrone Prima lezione di semiotica Laterza, Roma-Bari, 2018 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 4.  (A) Marcello La Matina Cronosensitività Carocci, Roma, 2016 » Pagine/Capitoli: scelta di capitoli
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Il programma è pensato per:

studenti di Lettere, Lingue, Mediazione: 9 CFU;
studenti di Scienze della Comunicazione: 8 CFU;

Metodi didattici
  • Posto che la classe è assimilabile a una comunità filosofica transitoria, il modo
    seminariale appare adeguato al mantenimento di una attitudine dialogica. Ciascuno
    studente è invitato a comunicare a inizio Corso la propria volontà di partecipare o
    meno a questa forma di "esercizio" filosofico, che comporta anche uno stile di vita
    sobrio e critico, ma mai malevolo e aggressivo. Si impara insieme e ci si aiuta nella
    valutazione dei contenuti e delle forme di espressione. Uno degli scopi è rendere
    ragione del detto secondo cui "la prova che sappiamo qualcosa è nel fatto che
    sappiamo insegnarla". Dall'ascolto si passerà gradualmente alla presentazione dei
    propri punti di vista, nel rispetto e nell'amicizia.
Modalità di valutazione
  • in base al numero degli studenti, la Commissione, fatto l'Appello dei presenti,
    determinerà il numero e i nomi degli studenti che potranno essere esaminati in
    quel giorno. Ai restanti studenti verrà comunicato il calendario delle tornate
    successive (in base al numero massimo di studenti esaminabili in ogni singola
    giornata).

    Le prenotazioni effettuate -- in rete o sul sito -- non fanno fede per questo esame,
    farà fede invece la presenza dello studente nei giorni stabiliti dal calendario.
    L'ordine sarà alfabetico, a partire dalla lettera che sarà sorteggiata al momento di
    apertura dell'Appello.

    La valutazione non è l'applicazione di una scala graduata alla persona del discente
    o alla sua performance in sede di esame. La valutazione non è neppure la ratifica
    di contenuti appresi mnemonicamente o acriticamente presentati in una forma
    inquisitoria.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

inglese, francese, spagnolo, neogreco.

Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

inglese, francese, spagnolo, neogreco.