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Modelli formativi nei contesti organizzativi

  • A.A. 2019/2020
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea LM-78
Raffaele Tumino / Professore di ruolo - II fascia / Pedagogia generale e sociale (M-PED/01)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

È opportuno aver sostenuto gli esami previsti nel corso di laurea triennale ed in quella magistrale con riferimento alla filosofia, alla storia della filosofia e alle scienze umane dell'età contemporanea. Adeguatamente valorizzate saranno le eventuali conoscenze ed esperienze maturate nel campo dell'insegnamento e della formazione, della socializzazione e dell'informazione.

Obiettivi del corso

Il programma intende favorire la consapevolezza di una analisi critica della contemporaneità e del processo di costruzione dell'identità congiuntamente all'elaborazione di modelli e pratiche di inclusione sociale e di cittadinanza attiva di tutti i componenti (stanziali e migranti) del consesso sociale. I risultati di apprendimento saranno: 1. la capacità di fare una analisi critica sulla contemporaneità; 2. la capacità di confrontare varie opzioni sulla formazione della persona in età di apprendimento e in età adulta; 3. la capacità creativa e inventiva di affrontare situazioni problematiche; 4. la capacità progettuale e operativa di programmi educativi volti a realizzare l'inclusione; 5. la capacità comunicativa e relazionale nella partecipazione e nella condivisione di progetti formativi.

Programma del corso

Il programma, con CFU comuni a tutti gli studenti, frequentanti e non frequentanti, intende svolgere una analisi critica sui modelli e le strategie che i contesti organizzativi e gli esperti della formazione seguono (e dovranno seguire) per favorire e accompagnare i percorsi d'inclusione, migranti e non. La necessità di attivare processi d'inclusione per i minori, gli adulti, le donne e le famiglie, dagli asili nido alle scuole al mondo del lavoro, esige l'elaborazione di un modello analitico e operativo, la transculturalità, fondato sul
riconoscimento delle individualità per fare emergere le differenze nell'eguaglianza di opportunità e di risultati. Più specificatamente i motivi qualificanti del programma di ricerca/insegnamento possono essere sintetizzati in quattro grandi vettori tematici.
Un primo vettore tematico è quello dell'integrazione dei riferimenti antropologici, etnoantropologici ed etnopischiatrici con lo studio di altri modelli epistemologici e clinici desunti da G. Bateson, G. Devereux, da M.R. Moro, da T. Nathan, l'apertura ai diversi contributi caratterizza la prospettiva metodologica del programma di insegnamento che, anziché separare rigidamente i diversi modelli in gioco, ricerca un loro possibile e auspicabile confronto teorico e pratico. Un secondo vettore tematico è costituito dalla etnopsicoanalisi applicata alla clinica dei disturbi e dei traumi provocati dalla migrazione e dall'inserimento. Un terzo vettore tematico consiste nell'attenzione nei confronti delle trasformazioni del legame sociale che costituiscono lo sfondo imprescindibile della diffusione di marginalità e devianza. Queste trasformazioni esigono una nuova antropologia pedagogica e una pedagogia clinica, ma anche di un'analisi specifica delle pratiche istituzionali che s'impegnano a fronteggiare le nuove forme di disagio. Il quarto ed ultimo vettore tematico è l'interesse nei confronti del dispositivo educativo della narrazione in forma autobiografica, nelle storie di vita, nelle testimonianze letterarie
La cultura, le culture
Persone nel transito fra culture
Declino dei paradigmi assimilazionista e integrativo.
L'accoglienza come costruzione di una nuova cittadinanza
Per una clinica transculturale al servizio di una politica d'accoglienza e di cura
Le seconde generazioni: bambini e adolescenti della migrazione
La scuola come luogo di mediazione e di inclusione: uno sguardo antropologico
La scuola e la riflessione pedagogica interculturale

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) de Certeau Michel La scrittura dell'altro Raffaello Cortina, Milano, 2010 » Pagine/Capitoli: pp. 7-150
  • 2.  (A) Failla Mariannina e Marramao Giacomo (a cura di) Civitas Augescens. Includere e comparare nell'Europa di oggi Olschki, Firenze , 2014 » Pagine/Capitoli: pp. 5-210
  • 3.  (A) Goussot Alan (a cura di) L'approccio transculturale nella relazione di aiuto. Il contributo di Georges Devereux tra psicoterapia ed educazione ARAS Edizioni, Roma, 2014 » Pagine/Capitoli: pp. 5-210
  • 4.  (A) Moro Marie Rose, De la Noë Quitterie, Mouchenik Yoram, Baubet Thierry Manuale di psichiatria transculturale. Dalla clinica alla società Franco Angeli, Milano, 2009 » Pagine/Capitoli: pp. 30-280
  • 5.  (A) Ngugi wa Thiong'o Spostare il centro del mondo. La lotta per le libertà culturali Meltemi, Roma, 2017 » Pagine/Capitoli: pp. 10-250
  • 6.  (A) Ortiz Fernando Contrappunto cubano del tabacco e dello zucchero Città Aperta, Troina , 2007 » Pagine/Capitoli: pp. 5-160
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Nessuna distinzione di CFU tra studenti frequentanti e non frequentanti. Nel corso delle lezioni si prenderà visione di alcune testimonianze cinematografiche per l'analisi del discorso interculturale. Verranno anche aggiunte dispense a cura del docente.

Metodi didattici
  • Lezione dialogata, partecipata e frontale con interventi programmati degli studenti sotto la supervisione del docente. La lezione prevede momenti formativi diversi: teorico, riflessivo, progettuale. Adozione di un punto di vista sincronico/diacronico; presentazione di un argomento monografico. Testimonianze cinematografiche per l'analisi di casi da commentare. Il programma prevede anche approfondimenti, lavori di ricerca ed esercitazioni come: riflessione critica sulla propria cultura di appartenenza; io/noi visti dagli altri; esercizi di decentramento cognitivo e proposte di educazione transculturale
Modalità di valutazione
  • La valutazione verrà effettuata nel seguente modo:
    1. un elaborato scritto che verrà consegnato al docente venti giorni prima della
    prova orale a cui verrà attribuito un punteggio di base. La prima prova sarà punto di inizio
    della discussione
    2. la prova orale prevede l'analisi critica in maniera esaustiva di uno o più eventi/autori; l'analisi delle interconnessioni tra temperie culturale e eventi storici; la determinazione di analogie, differenze, interconnessioni, influenze tra eventi ed esperienze educative. Tanto nell'elaborato scritto quanto nella prova orale si terrà conto del livello di approfondimento dei temi oggetto di studio, della chiarezza espositiva, dell'uso del linguaggio specifico della disciplina e della capacità di analisi.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

italiano

Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

italiano