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Home Sabina Pavone News Annullamento appello del 7 settembre 2017 per adesione allo sciopero per la dignità della docenza universitaria
Annullamento appello del 7 settembre 2017 per adesione allo sciopero per la dignità della docenza universitaria

Adesione

Comunico che aderirò all’astensione dallo svolgimento dagli esami di profitto indetta per questo autunno. Pertanto l’appello previsto per il prossimo 7 settembre è annullato.

Il secondo appello del 21 ottobre, così come stabilito dalla Commissione di Garanzia, si svolgerà regolarmente.

Lo sciopero è l’esito ultimo di una richiesta avanzata da alcuni anni da docenti e ricercatori universitari al governo, richiesta rimasta fino ad oggi totalmente inascoltata, che consiste di due punti:

-        che gli scatti stipendiali di docenti e ricercatori, bloccati da qualche anno come in tutto il pubblico impiego per ragioni di risanamento economico del Paese, siano sbloccati come già avvenuto per le altre categorie toccate dal provvedimento fin dal gennaio 2015, e non dal gennaio 2016;

-        che sia possibile recuperare la perdita subita con il blocco degli scatti ai fini quanto meno dell’anzianità di carriera; in caso contrario il prelievo economico sullo stipendio subito nel recente passato continuerebbe, di fatto, ben oltre la fine del blocco dei livelli stipendiali, con una perdita in prospettiva, soprattutto per le carriere degli studiosi più giovani, in termini di decine di migliaia di euro.

Aderisco allo sciopero perché mi sembra sia l’unico strumento rimasto affinché il governo dia ascolto a questa giusta rivendicazione.

Aderisco allo sciopero perché continuo a credere, anche in un periodo di radicale perdita di certezze sociali, giuridiche ed economiche nell’ambito del lavoro e non solo, in una cultura politica di tutela e avanzamento dei diritti individuali e collettivi. La rivendicazione di diritti da parte di una categoria professionale non ha un valore automaticamente “corporativo”, come è stato dichiarato da più parti in questi giorni, perché proprio la rivendicazione dei diritti da parte dei lavoratori più garantiti può contribuire a mantenere uno standard minimo di tutele anche per coloro che garantiti non sono, dentro e fuori l’Università.

06 settembre 2017