Pedagogia dell'arte e del patrimonio

  • A.A. 2015/2016
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea LM-89
Stefano Polenta / Professore di ruolo - II fascia / Pedagogia generale e sociale (M-PED/01)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

nessuno

Obiettivi del corso

Il corso approfondisce valore formativo ed educativo dell'arte tramite una attenta
rilettura delle tesi di John Dewey in tema di estetica.

Programma del corso

Il corso intende offrire una lettura approfondita della concezione deweyana
dell'esperienza estetica. Uno dei tratti più sorprendenti dell'approccio di Dewey all'arte
è che è totalmente non riduzionistico, ovvero non intende spiegare ciò che di "elevato"
vi è nell'arte riducendola a qualcosa di "elementare" o "materiale". Dewey intende
invece mostrare come fra corporeo e spirituale, fattuale e valoriale ecc. vi sia
"continuità", optando per un pragmatismo - da non intendere spregiativamente come
qualcosa di meramente "pratico" - in virtù del quale l'esperienza, quando è veramente
tale, riesce a integrarsi in un intero qualitativo. Per sostenere questa concezione, egli
sottolinea che l'esperienza va intesa come qualcosa in cui i diversi aspetti e elementi
(emotivi, sensoriali, cognitivi, motori ecc.) si integrano in una totalità di senso che non
lascia spazio ad una concezione sommatoria delle parti nel tutto. Tale assunto, esito
del "deposito permanente" che la filosofia di Hegel, approfondita da Dewey negli anni
giovanili, ha lasciato nel suo pensiero (nonostante il netto distacco successivamente
maturato rispetto al fare filosofia del grande pensatore tedesco), ha permesso a
Dewey di continuare a maturare una concezione "organicistica" della realtà. Così,
l'esperienza che il "soggetto" fa dell' "oggetto" rappresenta il
ricostruirsi costante di una dimensione organica di interezza in virtù della quale i due
poli entrano in una nuova connessione reciproca, differente da quella preesistente.
Con riferimento all'arte, l'artista dà forma e consistenza alle proprie istanze
nell'interagire con la realtà. Egli arriva a conoscere le proprie energie solo in quanto è
capace di costruire una connessione organica di esse con la realtà, e non per
immersione solipsistica nel suo Sé, né per mera proiezione di quelle energie sul mondo
esterno. Ogni esperienza, quando è stata veramente tale, e non la mera esecuzione di
routine o schemi mentali, modifica tanto il soggetto quanto la realtà, facendoli entrano
in nuovi rapporti organici. Questi nuovi rapporti vengono "cumulati" all'interno
dell'esperienza che l'artista compie e vanno a costruire una progressiva stratificazione
di valori che viene inglobata nell'opera. L'opera d'arte si presenta così come
un'organizzazione di energie complessa e stratificata. Sul versante del fruitore,
quest'organizzazione di energie produce in lui delle risonanze che lo conducono a
ripercorrere gli stessi processi che l'artista ha tracciato per produrre l'opera. Non si
tratta, sia ben chiaro, di "contenuti" psichici, ma piuttosto dell'organizzazione
dell'esperienza e che non esclude affatto la contemporanea sussistenza di momenti
interpretativi. Tanto la creazione quanto la fruizione dell'opera risultano pertanto
processi formativi e trasformativi, perché esito dell'interazione non meccanica, ma
creativa e cumulativa, del soggetto e della realtà.
Tale concezione emergentista e organicista dell'arte permette una sua rilettura alla
luce dell'epistemologia della complessità, rendendo la concezione deweyana dell'arte molto attuale.
Inoltre, la concezione che senza resistenza e interazione con la realtà non può esservi
organizzazione delle proprie energie ed emozioni, per cui l'arte non può essere mera
"espressione di sé", permette un avvicinamento della concezione di Dewey a quelle
prospettive psicoanalitiche che sottolineano che gli affetti diventano tali solo nel
rapporto con l'altro e con la realtà.


Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) J. DEWEY Arte come esperienza Aesthetica Edizioni (o La Nuova Italia), Palermo, 2007 » Pagine/Capitoli: capp. 1-11 (pp. 1-264)
  • 2.  (C) A. Pinotti, S. Tedesco Estetica e scienze della vita Raffaello Cortina, Milano, 2013
  • 3.  (C) L. Pareyson Conversazioni di estetica Mursia, Milano, 1966
  • 4.  (C) J.W. Goethe La metamorfosi delle piante Guanda, Parma, 2008
  • 5.  (C) L. Law Whyte Aspetti della forma Dedalo, Bari, 1977
  • 6.  (C) L. Pirandello Saggi, poesie e scritti vari Mondadori, Milano, 1977 » Pagine/Capitoli: Saggi: "Arte e scienza"; "Soggettivismo e oggettivismo nell'arte narrativa", "illustratori, attori e traduttori", "Teatro nuovo e teatro vecchio", "Per le ragioni estetiche della parola", "Teatro e letteratura"
  • 7.  (C) H. Segal Sogno, fantasia e arte Raffaello Cortina, Milano, 1991
  • 8.  (C) M. Bachtin L'autore e l'eroe Einaudi, Torino, 1988
  • 9.  (C) L. Casadio Le immagini della mente. Per una psicoanalisi del cinema, dell'arte e della letteratura Franco Angeli, Milano, 2004
  • 10.  (A) J. Dewey Esperienza e natura Mursia, Milano, 1990 » Pagine/Capitoli: cap. 9 "Esperienza, natura e arte" (pp. 255-281)
  • 11.  (A) R. M. Calcaterra Idee concrete. Percorsi nella filosofia di John Dewey Marietti, Genova-Milano, 2011 » Pagine/Capitoli: pp. 1-126
  • 12.  (C) A. F. De Toni - L. Comello Viaggio nella complessità Marsilio, Venezia, 2007 » Pagine/Capitoli: pp. 1-108
Metodi didattici
  • Il corso è organizzato per temi e moduli, con esercitazioni e discussioni in aula.
Modalità di valutazione
  • La prova finale è orale. Si chiede allo studente la conoscenza dei principali concetti
    trattati durante il corso, mostrando capacità di analisi e l'uso del linguaggio specifico
    della disciplina. Fondamentale è che sia avvenuta la "maturazione" dei concetti tramite
    una riflessione critica sugli stessi e un loro inquadramento in una visione d'insieme. Lo
    studente deve cioè giungere a possedere la capacità di "ragionare" sui materiali proposti,
    sviluppando prospettive e ipotesi criticamente sorrette. Durante l'esame verrà
    approfondita la capacità di riferirsi a situazioni concrete e casi facenti capo all'esperienza
    (professionale o di tirocinio) o riferendosi a casi ed esercitazioni menzionati durante le
    lezioni. Non è prevista la prova intermedia.