Pedagogia dell'arte e del patrimonio

  • A.A. 2016/2017
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea LM-89
Stefano Polenta / Professore di ruolo - II fascia / Pedagogia generale e sociale (M-PED/01)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

nessuno

Obiettivi del corso

Lo studente che completerà questo corso sarà in grado di comprendere l'estetica di John
Dewey, contestualizzandola nell'ambito del suo pensiero, inclusa la matrice hegeliana da
cui esso ha tratto origine.
Sarà inoltre in grado di individuare implicazioni educative del pensiero estetico e artistico
di Dewey, applicandole creativamente a contesti diversi (educativi, museali ecc.).

Programma del corso

Il corso intende offrire una lettura approfondita della concezione deweyana
dell'estetica, centrata sul concetto di "esperienza" (esperienza estetica).
Uno dei tratti più sorprendenti dell'approccio di Dewey all'arte è che, pur mettendo in
luce la "continuità" dell'esperienza estetica con l'esperienza biologica e naturale, egli è
un anti-riduzionista, ovvero egli non intende spiegare ciò che di "elevato"
vi è nell'arte riducendola a qualcosa di "elementare" o "materiale". Dewey riesce così a
superare così ogni dualismo fra corporeo e spirituale, fattuale e valoriale ecc. in virtù
del suo approccio organicista, per il quale l'esperienza, quando è veramente tale,
riesce a integrare gli aspetti soggettivi (emotivi, sensoriali, cognitivi, motori ecc.) e
quelli oggettivi (l'ambiente con i suoi vincoli) in un "intero", in una totalità di senso che
non lascia spazio ad una mera concezione sommatoria e lineare delle parti nel tutto.
Tale prospettiva può essere inteso come un esito, per quanto profondamente
rielaborato, del "deposito permanente" che la filosofia di Hegel ha lasciato nel suo
pensiero. In virtù di tale prospettiva "organicistica" della realtà, i due poli "soggettivo"
(la creatura vivente) e "oggettivo" (l'ambiente) entrano nell'esperienza viva in una
nuova connessione reciproca, differente da quella preesistente, e si fondono creando
una nuova globalità organica.
Con specifico riferimento all'arte, ogni esperienza, quando non la mera esecuzione di
routine o schemi mentali, modifica tanto il soggetto quanto la realtà, facendoli entrano
in nuovi rapporti organici. Questi nuovi rapporti costituiscono una progressiva
stratificazione di valori che viene "cumulata" nell'opera d'arte.
Ne deriva una concezione dell'arte come intero, come organismo vivente - in linea con
i migliori sviluppi dell'estetica romantica - capace di mediare fra sentimenti e realtà,
fra soggetto e oggetto, dove il soggetto è una parte della realtà e funge da fattore di
miglioramento della realtà stessa, in quanto è capace di creare organismi - le opere
d'arte - che sono naturali come la natura stessa, eppure spirituali, in quanto, come
affermava Pirandello, riprendendo Goethe, "l'uomo è nella natura, è la natura stessa
che pensa". "Il contributo peculiare dell'uomo è la consapevolezza delle relazioni che si
trovano in natura. [.] la stessa consapevolezza è l'inizio di una trasformazione"
(Dewey). Il concetto di organismo vivente è stato ulteriormente ripreso e approfondito
oggi dall'epistemologia della complessità, alla quale, durante il corso, ci si richiamerà
frequentemente.



Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) J. DEWEY Arte come esperienza Aesthetica Edizioni (o La Nuova Italia), Palermo, 2007 » Pagine/Capitoli: capp. 1-9 (pp. 1-214)
  • 2.  (A) J. Dewey Esperienza e natura Mursia, Milano, 1990 » Pagine/Capitoli: cap. 9 "Esperienza, natura e arte" (pp. 255-281)
  • 3.  (A) R. M. Calcaterra Idee concrete. Percorsi nella filosofia di John Dewey Marietti, Genova-Milano, 2011 » Pagine/Capitoli: pp. 1-126
  • 4.  (C) Altri testi facoltativi di approfondimento verranno consigliati all'inizio delle lezioni e resi disponibili fra i materiali didattici di supporto presso la pagina del docente - -, -,
Metodi didattici
  • Durante le lezioni verrà approfondito il pensiero estetico di Dewey, ponendo attenzione a
    contestualizzarlo e a individuarne matrici storiche (Hegel, Romanticismo, Idealismo) e
    sviluppi odierni (Epistemologia della complessità).
    Durante le lezioni verrà privilegiato una didattica interattiva e partecipata, con lettura di
    testi da commentare in aula dagli studenti con il supporto del docente. Ci sarà inoltre
    tempo per ipotizzare applicazioni delle prospettive teoriche esaminate.
Modalità di valutazione
  • La prova finale è orale. Non è prevista la prova intermedia.
    Si chiede allo studente la conoscenza dei principali concetti trattati durante il corso. Si
    terrà conto del livello di approfondimento dei temi oggetto di studio, della chiarezza
    espositiva, dell'uso del linguaggio specifico della disciplina e della capacità di analisi. È
    fondamentale è che sia avvenuta la "maturazione" dei concetti tramite una riflessione
    critica sugli stessi e un loro inquadramento in una visione d'insieme. Lo studente deve
    giungere a una comprensione dei materiali proposti che gli consenta di sviluppare
    prospettive e ipotesi criticamente sorrette.
    Durante l'esame verrà approfondita la capacità di riferirsi a situazioni concrete e casi
    facenti capo all'esperienza (professionale o di tirocinio) o riferendosi a casi ed
    esercitazioni menzionati durante le lezioni.