Pedagogia dell'arte e del patrimonio

  • A.A. 2018/2019
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea LM-89
Stefano Polenta / Professore di ruolo - II fascia / Pedagogia generale e sociale (M-PED/01)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

nessuno

Obiettivi del corso

Lo studente che completerà questo corso sarà in grado di comprendere l'estetica di John
Dewey, contestualizzandola nell'ambito del suo pensiero.
Sarà in grado di utilizzare le categorie estetiche deweyane nell'analisi delle opere d'arte e
e di estrapolarne implicazioni sul versante educativo.

Programma del corso

Il corso intende offrire una lettura approfondita della concezione deweyana
dell'estetica, centrata sul concetto di "esperienza".
Uno dei tratti più sorprendenti dell'approccio di Dewey all'arte è che, pur mettendo in luce la
"continuità" dell'esperienza estetica con l'esperienza biologica e naturale, è anti-riduzionistico,
ovvero egli non intende spiegare ciò che di "elevato" vi è nell'arte riducendola a qualcosa di
"elementare" o meramente "materiale".
Dewey intende superare il dualismo fra corporeo e spirituale e fra fattuale e valoriale, fra
empirico e ideale, elaborando una prospettiva "organicista" la cui eredità hegeliana è stata
profondamente rivisitata in direzione di una dinamica dell' "esperienza". Un'esperienza, quando è
veramente tale, riesce a integrare gli aspetti soggettivi (emotivi, sensoriali, cognitivi, motori ecc.)
e quelli oggettivi in un "intero".
Con specifico riferimento all'arte, ogni esperienza, quando non la mera esecuzione di routine o
schemi mentali, modifica tanto il soggetto quanto la realtà, facendoli entrano in nuovi rapporti
organici. Questi nuovi rapporti costituiscono una progressiva stratificazione di valori che viene
"cumulata" nell'opera d'arte.
Ne deriva una concezione dell'arte come un intero, come esperienza di armonia, capace di
mediare fra sentimenti e realtà, fra soggetto e oggetto, dove il soggetto è inteso come una parte
della realtà capace di fungere da fattore di miglioramento della realtà stessa.
Durante il corso verrà proposta anche una interpretazione di Dewey sul versante
dell'epistemologia della complessità e verranno proposti approfondimenti con artisti e letterati.



Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (A) J. DEWEY Arte come esperienza Aesthetica Edizioni (o La Nuova Italia), Palermo, 2007 » Pagine/Capitoli: capp. 1-9 (pp. 1-214)
  • 2.  (A) R. M. Calcaterra Idee concrete. Percorsi nella filosofia di John Dewey Marietti, Genova-Milano, 2011 » Pagine/Capitoli: pp. 1-126
  • 3.  (A) A. F. De Toni, L. Comello Viaggio nella complessità Marsilio, Venezia, 2007 » Pagine/Capitoli: pp. 1-45; 81-108
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Slide delle lezioni, disponibili nella pagina personale del docente.

Metodi didattici
  • Durante le lezioni verrà approfondito il pensiero estetico di Dewey, ponendo attenzione a
    contestualizzarlo e a individuarne matrici storiche e l'attualità.
    Durante le lezioni verrà privilegiato una didattica interattiva e partecipata, con lettura di
    testi da commentare in aula dagli studenti con il supporto del docente.
Modalità di valutazione
  • Metodi di verifica: la prova finale è orale; non è prevista la prova intermedia.
    Criteri di verifica: verrà appurata la conoscenza dei principali concetti trattati durante il
    corso. Si terrà conto del livello di approfondimento dei temi oggetto di studio e del loro
    inquadramento in una visione d'insieme, della chiarezza espositiva, dell'uso del
    linguaggio specifico della disciplina e della capacità di analisi. In particolare, si valuterà
    se i concetti siano stati adeguatamente "maturati" e "interiorizzati" al fine di utilizzarli
    come base per ragionamenti più ampi e per applicarli a situazioni concrete.
    Durante l'esame verrà approfondita la capacità di riferirsi a situazioni concrete e casi
    facenti capo all'esperienza (professionale o di tirocinio) o riferendosi a casi ed
    esercitazioni menzionati durante le lezioni.