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Home Emanuela Stortoni Didattica 2025/2026 Archeologia pubblica

Archeologia pubblica

  • Laboratorio di sistemi informativi territoriali per i beni culturali Classe: LM-89
  • A.A. 2025/2026
  • CFU 6, 6(m)
  • Ore 36, 60(m)
  • Classe di laurea LM-89 R, LM-89(m)
Emanuela Stortoni / Ricercatrice (ARCH-01/D)
Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo
Prerequisiti

Conoscenze di base nell’ambito dei Beni Culturali, in particolare nel settore storico-archeologici, e nell’ambito dei macro-settori di patrimonio, tutela e valorizzazione.

Obiettivi del corso

Gli obiettivi formativi del percorso saranno quelli di far acquisire agli studenti:


  • conoscenze e metodiche fondamentali per un approccio archeologico allo studio del rapporto tra patrimonio e società, con particolare riguardo alle persistenze degli assetti del territorio e delle testimonianze antiche di età classica.
  • competenze fondamentali per interpretare criticamente il ruolo pubblico dell’archeologia, di argomentare l’importanza della comunicazione nelle pratiche professionali e di contribuire alla definizione di un’agenda per l’Archeologia Pubblica in Italia, valutandone criticamente le prospettive.
  • competenze specifiche nell’ambito dell’Educazione al Patrimonio Culturale, a partire dalla Scuola, finalizzate alla promozione di processi inclusivi, partecipativi e digitalmente accessibili.
  • strumenti metodologici per la progettazione di iniziative di Archeologia Pubblica integrate alla ricerca scientifica, in grado di incidere concretamente sulla gestione e valorizzazione sostenibile del patrimonio, attraverso il coinvolgimento attivo di istituzioni, enti e comunità locali.
  • consapevolezza delle potenzialità dell'approccio pubblico dell'archeologia, come vero "trasmettitore" di identità culturali e possibile "motore di sviluppo" per la promozione dei territori, anche per quelli lontani dai grandi attrattori culturali e dagli ampi circuiti turistici, quali le Inner Areas italiane e alcuni contesti mediterranei.

Programma del corso

Il corso di Archeologia Pubblica si propone di fornire agli studenti le conoscenze e le metodologie fondamentali necessarie per un approccio archeologico allo studio del rapporto tra patrimonio archeologico e società. Particolare attenzione è rivolta alle potenzialità intrinseche di sviluppo territoriale, a partire dai resti di epoca classica. Il corso illustrerà i fondamenti teorici e pratici della disciplina, integrati da esempi concreti di progetti partecipativi e strategie di valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.

Questo percorso mira infine a promuovere una prospettiva multidisciplinare e critica, integrando approfondimenti teorici con applicazioni pratiche per affrontare le sfide contemporanee nel campo dell’Archeologia Pubblica.


Il corso è strutturato in tre moduli, che vertono rispettivamente su:


Modulo I:

  • Comprensione critica e approfondita dell’Archeologia Pubblica come ambito disciplinare orientato al dialogo con la società e alla co-costruzione di significati culturali.
  • Analisi critica delle principali esperienze sviluppate in contesti italiani e internazionali, evidenziando la pluralità di interpretazioni che il concetto ha assunto in diversi ambienti accademici e socio-culturali.
  • Riflessioni sui fondamenti etici della ricerca, con riferimento alle responsabilità dello studioso nei confronti del patrimonio archeologico e della comunità.
  • Presentazione dei principali nodi teorici e operativi legati al rapporto tra archeologia e comunicazione, alla definizione di patrimonio materiale e immateriale, alla nozione di eredità culturale, alle pratiche partecipative e ai principi espressi dalla Convenzione di Faro.
  • Analisi critica delle differenze tra le varie tradizioni accademiche e delle implicazioni sociali e politiche connesse allo sviluppo dell’Archeologia Pubblica.

Modulo II:

  • Temi della comunicazione e della valorizzazione del patrimonio, anche in relazione alla conservazione, con un focus sulle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali, dalla realtà aumentata e virtuale, dai media partecipativi e dalla diffusione degli open data, analizzati in termini di accessibilità, qualità e interoperabilità scientifica.

Modulo III:

  • Analisi critica di due specifici casi di studio:

- Il primo riguardante l’intervento di valorizzazione nell’area archeologica delle Terme Romane di Tifernum Mataurense (Sant’Angelo in Vado), come esempio di gestione sostenibile in un contesto periferico dell’entroterra marchigiano.

-Il secondo concentrato sul paesaggio funerario della Cirenaica (Libia), sempre più minacciato dall’abusivismo edilizio, evidenziando come la raccolta e la sistematizzazione dei dati costituiscano strumenti essenziali non solo per la valorizzazione, ma anche per la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico.


Testi (A)dottati, (C)onsigliati

Testi (A)dottati, (C)onsigliati


·       (A) G. Volpe, Archeologia pubblica. Metodi, tecniche, esperienze, Firenze 2020.

·       (C) S. Pallecchi, Ritessere e raccontare. Appunti sulla comunicazione dell’archeologia, Sesto Fiorentino 2023.

·       (C) M. Nucciotti, C. Bonacchi, C. Molducci (a cura di), Archeologia Pubblica in Italia, Firenze 2019.

·       (C) D. Malfitana (a cura di), Archeologia quo vadis? Riflessioni metodologiche sul futuro di una disciplina, Catania 2018.

·       (C) M. Sanna Montanelli, Heritage crowdsourcing. Processi di qualità nella ricerca partecipata per il patrimonio archeologico italiano, Quingentole 2024


Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Verrà fornita ulteriore bibliografia riguardo i casi studio durante il corso.

Metodi didattici
  • La docente utilizzerà il metodo della lezione frontale, integrato da uno scambio continuo e dialettico con gli studenti. Da prevedere eventuali sopralluoghi in siti archeologici e/o musei.

    A supporto del corso saranno utilizzate presentazioni Power Point ed eventualmente materiali audio-video.

Modalità di valutazione
  • L'accertamento del grado di apprendimento avverrà mediante un esame finale, che si svolgerà in modalità orale.

    Nel complesso, il docente verificherà:

    -     le capacità critiche nei riguardi delle tematiche trattate;

    -     la capacità di comprensione degli argomenti costituenti il programma del corso e delle loro reciproche relazioni.

Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

Inglese

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