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Francesca Spigarelli

Francesca Spigarelli

Professoressa di ruolo - I fascia (ECON-04/A)
  • Tel. interno (+39) 0733 258 2698
  • E-mail francesca.spigarelli@unimc.it
Dipartimento di Giurisprudenza
 

Professoressa ordinaria di Economia Applicata, svolge attività di didattica presso il Dipartimento di Giurisprudenza su temi di economia industriale, economia dell'innovazione ed economia politica. I suoi ambiti di ricerca principali riguardano l’economia applicata allo studio dell’impatto degli Investimenti diretti esteri a livello macro e meso economico, all’analisi delle dinamiche dell’industria (con riferimento particolare ai settori ambientale e della salute), alla terza missione delle università, alla sostenibilità ed economia circolare, alle politiche industriali e allo sviluppo dell'economia cinese.

Dirige dal 2013 il China Center dell'Università di Macerata.

Tra gli incarichi attuali si segnalano i seguenti:

  • Referente Italiano, su nomina del Mur, presso il working group permanente Human Resources and Mobility dell’European Research Area and Innovation Committee (ERAC) della Commissione Europea (dal 2017)
  • Referente Italiano, su nomina del Mur, presso lo Strategic Programme Committee of the European Commission – sub group Widening Participation and Strengthening the European Research Area, Horizon Europe (dal 2020).
  • Membro del Direttivo della Società Italiana di Economia e Politica Industriale (SIEPI) per il triennio 2022-2024.

Nell'ambito del 7° Programma quadro e di Horizon 2020, coordina/ha coordinato i seguenti progetti:

  • H2020-Marie Sklodowska Curie Actions IRSES TRUST on “digital TuRn in EUrope: Strengthening relational reliance through Technology”
  • H2020-Marie Sklodowska Curie Actions ITN Industrial Training Network HEART, su "HEalth related Activity Recognition system based on IoT – an interdisciplinary training program for young researchers".
  • Horizon H2020-Marie Sklodowska Curie Actions-RISE, GRAGE su “Grey and green in Europe: elderly living in urban areas”.
  • 7° programma quadro “People Marie Curie Actions IRSES ”Poreen, su Partnering Opportunities between Europe and China in the Renewable Energies and Environmental industries

Partecipa e ha partecipato, in qualità di Principal Investigator o referente scientifico, a numerosi progetti UE e nazionali. E' esperto valutatore della Commissione Europea Horizon 2020 e Horizon Europe

 

 

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  • SECS-P/06 - Economia applicata
Breve descrizione Settore ERC Parole chiave
Investimenti diretti esteri dai paesi emergenti SH1_13: International trade, economic geography Investimenti diretti esteri, BRIC
Internazionalizzazione delle piccole e medie imprese SH1_3: Microeconomics, institutional economics Strategie e strumenti di internazionalizzazione, PMI, globalizzazione della catena del valore
Fusioni ed Acquisizioni Cinesi in occidente SH1_9: Organization studies, strategy Go Global policy, fusioni ed acquisizioni, integrazione
Invecchiamento Attivo: implicazioni di business e sfide sociali SH2_2: Ageing, work, social policies, welfare Invecchiamento attivo, distretti active ageing
Fondi pensioni e previdenza complementare SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance Fondi pensione, gestione previdenziale, sistemi pensionistici
Lingua Conoscenza
Inglese Eccellente
Francese Buono
Aree: Asia, Europa
Paesi: Cina, repubblica popolare, Russia - Federazione Russa, Serbia
Titolo Politica del Go Global Cinese: effetti macroeconomici, determinanti e impatto sui sistemi locali di destinazione
Settore ERC SH1_13: International trade, economic geography
Abstract Negli ultimi decenni, lo sviluppo economico della Cina ha attirato l’attenzione di studiosi ed operatori per la sua rapidità, consistenza e magnitudo. Si è molto dibattuto e discusso sul ruolo chiave assunto, in questo contesto, dalla capacità della Cina di richiamare ingenti flussi di investimenti diretti esteri (Foreign Direct Investment - FDI).
Solo recentemente, si stanno iniziando a cogliere gli effetti del fenomeno opposto, voluto e stimolato dal Governo Cinese, degli investimenti all’estero (Outward Foreign Direct Investment - OFDI). Alcuni eclatanti casi di acquisizioni di note imprese occidentali, da parte di società cinesi , hanno acceso i riflettori sulla cosiddetta politica del Go Global, con cui le Autorità hanno incoraggiato, a partire dal 2000 ed in modo sempre più pressante, le imprese domestiche ad investire al di fuori dei confini nazionali.
La globalizzazione delle imprese, anche di piccole e medie dimensioni, è ritenuto un fattore critico per l’ulteriore sviluppo economico della Cina. Avviato il motore della crescita economica, si tende ora ad accrescere il profilo economico del Paese a livello mondiale, a conquistare nuovi mercati di sbocco per le produzioni locali, ma anche e soprattutto ad acquisire rapidamente competenze, tecnologie evolute, asset intangibili ad alto valore (competenze e marchi, innanzitutto). Non da ultimo, la “colonizzazione” industriale e commerciale delle imprese cinesi su scala mondiale dovrebbe contribuire a ridurre il consistente surplus della bilancia commerciale, che ha aumentato negli ultimi anni la pressione sul tasso di cambio.
Parole chiave Investimenti diretti esteri cinesi, Politica del Go Global
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Paola Bellabona, Maria Elisa Scataglini, Francesco Finocchi, Attilio Mucelli
Titolo Opportunità di cooperazione Europa-Cina nei settori Green
Settore ERC SH1_7: Competitiveness, innovation, research and development
Abstract L’attività di ricerca mira ad integrare e combinare le competenze economiche, giuridiche e ingegneristiche per analizzare il livello di cooperazione finora raggiunto tra Cina ed Europa nel settore delle energie rinnovabili e dell’industria ambientale. Il progetto mira ad aumentare la disponibilità di studi interdisciplinari, con una visione completa sulle relazioni Europa-Cina. Sviluppare una conoscenza integrata dei fenomeni è fondamentale per fornire un’informazione utile ed affidabile a supporto delle politiche comunitarie e locali, nonché delle aziende che operano in / con la Cina.
Approccio: utilizzando un approccio multidisciplinare, i ricercatori lavorano su tre principali aree di ricerca. La prima, di natura strettamente economica, è focalizzata sui flussi commerciali e di investimento e mira ad individuare le criticità, le lacune e le potenzialità nelle relazioni Europa-Cina. Si esaminano l’efficacia degli accordi commerciali e di investimento finora siglati sui flussi di investimento esteri diretti e sui flussi commerciali. Si esaminano, inoltre, i problemi incontrati e le opportunità da cogliere a livello di impresa per potenziare le relazioni di investimento e commerciali.
L’analisi economica è sostenuta ed arricchita dalla prospettiva ingegneristica e giuridica.
Lo studio tecnico, realizzato dai ricercatori ingegneri, è fondamentale per definire concretamente settori, prodotti e processi che hanno un elevato potenziale di sviluppo nelle relazioni Europa-Cina. Le attività di ricerca ingegneristica si concentrano su due aree: la riduzione delle emissioni nel settore della mobilità e dei trasporti, nonché l'introduzione di edifici a ridotto impatto ambientale ed elevata efficienza energetica.
La conoscenza giuridica è rilevante per la comprensione degli ostacoli, legati al contesto normativo, nonché per l’individuazione di soluzioni adeguate ai fini del potenziamento della collaborazione Europa-Cina. Aree di ricerca principali saranno: gli offshore di petrolio e gas e le energie rinnovabili, l’anti-dumping, gli standard di responsabilità sociale.
Parole chiave Industrie green, Cooperazione Europa-Cina, Multidisciplinarietà
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Paolo Farah, Louise Currain, Fabio Polonara, Alessia Arteconi, Neil Hewit, Qu Ruxia, Lihong Xhang, Ruzhu Wang, XU ZHANG
Titolo Integrazione economica tra Italia e Balcani occidentali: il ruolo degli investimenti diretti esteri
Settore ERC SH1_13: International trade, economic geography
Abstract Si studiano gli effetti (su occupazione, produzione industriale, competitività) su sistemi locali/distretti italiani e sulle singole imprese dei processi di ricomposizione della catena del valore, offshoring e decentramento produttivo che coinvolgono la macroregione Adriatico Ionica. L'obiettivo è quello di identificare trend in corso, cogliere bisogni ed opportunità connessi alle reti transnazionali che emergono dall'ascolto diretto degli imprenditori, best practice ed elaborare indicazioni sia di policy sia operative per orientare correttamente le scelte di impresa
Parole chiave Investimenti diretti esteri, Balcani Occidentali, Frammentazione della catena del valore internazionale
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Eleonora Cutrini
Titolo Investimenti cinesi in Italia: impatto e prospettive
Settore ERC SH1_13: International trade, economic geography
Abstract I mutamenti in atto nei contesti locali, anche nella logica della frammentazione o della ricomposizione transnazionale della conoscenza, potrebbero essere condizionati, entro certi limiti, dagli effetti della strategia di espansione globale della Cina (Go global Strategy). Impossessandosi di marchi, conoscenzee tecnologie, sempre più spesso mediante acquisizioni di società locali, le imprese cinesi potrebbero portare ad “alterazioni” o “anomalie” negli attuali pattern di sviluppo economico, soprattutto in taluni contesti geografici ed in alcuni settori.
Partendo dalla mappatura degli investimenti cinesi in Italia, si intende verificare quanto – ex ante - le scelte di localizzazione siano state giudate da vantaggi territoriali specifici e come – ex post – si stiano modifcando rapporti di fornitura, alleanze strategiche e rapporti con la comunità locale complessivamente intesa.
Si intede comprendere quale impatto tali investimenti abbiano competitività internazionale di distretti e sistemi locali. Spesso gli investimenti, ed in particolare le acquisizioni, effettuati da imprese provenienti da paesi emergenti, come la Cina, sono considerate più una minaccia che un’opportunità per il sistema economico domestico.
Tuttavia, molti governi occidentali, con la crisi economica attuale, hanno iniziato a mutare atteggiamento, considerando sempre più le operazioni di investimento - soprattutto se in forma di acquisizione - come un’opportunità di rilancio per settori ed aziende mature. Si è iniziato a comprendere come queste operazioni possano offrire, se ben programmate e correttamente impostate, nuove opportunità alle imprese domestiche. Oltre alle vitali disponibilità liquide, i cinesi possono garantire l’immediato accesso al mercato asiatico, il più interessante e promettente a livello mondiale.
Se lette in ottica di integrazione dei vantaggi competitivi reciproci, gli investimenti cinesi possono consolidare e rafforzare le aziende domestiche, spesso troppo fragili e piccole per affrontare la competizione globale.
L’analisi della interazioni a livello locale tra strutture produttive cinesi e modelli di sviluppo italiani, porta a riflettere su quali siano le conseguenze globali legate alla contaminazione del sistema produttivo italiano e cinese. Analogamente a quanto accade per l’Italia, infatti, anche per la Cina si riscontra una forte presenza di imprese piccole e medie, specializzate nei settori tradizionali (manifatturieri e tipicamente legati al tessile, abbigliamento, calzature, oltre che alla meccanica), organizzate in aree distrettuali.
La ricerca propone alcune considerazioni di sintesi su quali potrebbero essere le conseguenze scaturenti da iniziative di internazionalizzazione che portino ad una “contaminazione” di due modelli industriali.
Parole chiave Investimenti cinesi in Italia, Acquisizioni, Impatto sui sistemi locali
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Attilio Mucelli, Giacinto Micucci
Titolo Ageing society e sviluppo ubano: opportunità di cooperazione Europa-Cina
Settore ERC SH2_2: Ageing, work, social policies, welfare
Abstract Il progetto di ricerca si propone di contribuire attivamente alla cooperazione tra l'Europa e la Cina. I ricercatori condideranno professionalità ed evidenzieranno le migliori pratiche per promuovere una efficace pianificazione e gestione di soluzioni per gli aspetti “soft” dell’urbanizzazione, in una società che invecchia.
Opportunità di cooperazione e potenziali sinergie saranno esaminati in una prospettiva globale, abbracciando anche aspetti di politica nazionale e locale, aspetti legati al contesto giuridico, oltre che al mondo delle imprese. Un approccio interdisciplinare sarà seguito.
Le premesse
Pur se fronteggiando diversi stadi di sviluppo economico , la Cina e l'Europa condividono alcune tendenze demografiche chiave che avranno un impatto significativo sulla sostenibilità della loro crescita.
Le conoscenze dell’Europa nell'affrontare le sfide di urbanizzazione ed invecchiamento potrebbero essere sfruttati per incrementare il dialogo di cooperazione con la Cina. La cooperazione potrà avere una serie di ritorni per l'Europa, che vanno da una soluzione più efficace ad una sfida globale (città sostenibili e sistemi sociali sostenibili), alle crescenti opportunità di business per le imprese europee che offrono soluzioni e prodotti per le società che invecchiano e per l’invecchiamento attivo.
Il focus della ricerca: l'idea
L'idea si basa sul ruolo dell'innovazione sociale nella promozione della crescita a livello europeo e mondiale. “A lungo termine, una innovazione nei servizi sociali o educativi sarà altrettanto importante che una innovazione nel settore farmaceutico o aerospaziale” (cit da Diego Vasconcelos, Guida per l'innovazione sociale , DG Politica regionale e urbana, 2013, pag. 3). Inoltre, “La sostenibilità e l'adeguatezza dei sistemi di sicurezza sanitari e sociali europei e le politiche sociali in generale è in gioco. Questo significa che abbiamo bisogno di adottare un nuovo approccio per le politiche sociali, sanitarie e di occupazione, includendo anche istruzione, formazione e sviluppo delle competenze, di sostegno alle imprese, politica industriale, sviluppo urbano , ecc , al fine di garantire la crescita sociale e ambientale sostenibile, posti di lavoro e qualità della vita in Europa” (Guida per l'innovazione sociale, cit., p. 5).
Il progetto di ricerca mira a stimolare idee e soluzioni per affrontare il lato "soft" della sfida dell’urbanizzazione, anche alla luce delle esigenze di una società che invecchia.
Guardare alla Cina è coerente con il dialogo UE-Cina; non solo si è in grado di promuovere un grande contributo al dibattito scientifico e politico internazionale, ma si possono anche stimolare opportunità di business per le PMI europee.
Il confronto tra UE e la Cina è estremamente rilevante, in quanto entrambe le aree geografiche si trovano ad affrontare sfide importanti: la Cina ha bisogno di bilanciare una crescita economica senza precedenti (in particolare nelle città) con la sostenibilità sociale e ambientale; la UE deve affrontare alcuni nuovi bisogni sociali emergent, dovendo anche risolvere, allo stesso tempo, la scarsa crescita economica.
Sia la Cina sia l'Europa hanno una popolazione anziana in crescita. La "società che invecchia" chiede sempre di più servizi innovativi e avanzati, come ad esempio nuove infrastrutture di trasporto e di salute e un sistema di welfare riformato. Azioni di tutela ambientale e soluzioni di efficienza energetica devono tener conto delle esigenze degli anziani. Nel plasmare una società inclusiva e un armonioso ambiente urbano, un ruolo fondamentale potrebbe essere svolto da istruzione e beni culturali, che potrebbero essere trasformati in strumenti di coesione sociale. Potrebbero anche diventare una opportunità per creare valore economico e nuove imprese, ma una prospettiva strategica lungimirante è necessaria. Naturalmente, la comprensione di come questi cambiamenti radicali e gli investimenti necessari per affrontarli possono essere socialmente efficaci e allo stesso tempo economicamente sostenibili sembrano di primaria importanza.
Parole chiave Invecchiamento attivo, Urbanizzazione, Coopearazione Europa Cina
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Andrea Ricci, Giovanni Cerulli, Bianca Potì, Federico Cecconi, Roberto Gabriele, Augusta Miceli, Michela Fioretto, Giovanna Giuffrè, Thomas Rosenthal, Donata Franzi, Ulf Maunsbach, Ryu Kojima, Gyooho Lee, Qu Ruxiao, Ilan Alon, Kim Van der Borght, Massimo Sargolini, Pamela Lattanzi, Laura Vagni, Ermanno Calzolaio, Benedetta Ubertazzi, Stronati Monica, Angela Cossiri, Eugenia Bartoloni, Tan Wen, Massimiliano Gatto, Giulia Follenti, Federico Boffa, Eleonora Cutrini, Giorgio Galeazzi, Francesca Spigarelli, Federica Monti, Laura Marchegiani, Guido Canavesi, Filippo Benelli, Fabrizio Marongiu, Giorgio Trentin, Tommaso Pellin, Elisabetta Patrizi, Marta Brunelli, Claudio Socci, Rosita Pretaroli
Titolo Le relazioni economiche e politiche tra Italia e Paesi Bric
Settore ERC SH1_13: International trade, economic geography
Abstract Il trattato di Lisbona ha tolto agli stati membri ogni spazio per corsie preferenziali di tipo bilaterale sul fronte degli investimenti internazionali. Un passo necessario perché l’Europa faccia sentire la propria voce collettiva in ambito internazionale, ma ogni nazione europea ambisce a massimizzare la propria posizione come partner privilegiato delle maggiori economie del mondo. I Bric, in particolare, ricevono crescente attenzione e l’Italia non sfugge alla regola. Il corteggiamento italiano appare però piuttosto una rincorsa affannata.
Parole chiave Diplomazia economica, Relazioni Italia, Russia, India, cina
Gruppo di lavoro Francesca Spigarelli, Andrea Billi, Luigi Manzetti, Andrea Goldstein
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