Filosofia delle forme simboliche

  • A.A. 2015/2016
  • CFU 6
  • Ore 30
  • Classe di laurea L-5
Marcello La Matina / Professore di ruolo - II fascia / Filosofia e teoria dei linguaggi (M-FIL/05)
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
Prerequisiti

Interesse verso i linguaggi notazionali, le analisi testuali, verso il
ragionamento non-sofistico e la costruzione di una argomentazione filosofica
rigorosa; lealtà e costanza nel lavoro intellettuale. Si richiede nello studente la
disposizione ad acquisire conoscenze teoretiche sull'uso del linguaggio umano
sia attraverso la lettura e analisi di testi, sia attraverso la conversazione con il
docente e con gli altri partecipanti al Corso. L'elemento pivotale è la frequenza
assidua della lezione: si ritiene infatti che il carattere di questa disciplina
venga manifestato nella conversazione (dialéghesthai), nella pratica
quotidiana di uno stile di studio e di vita ispirati alla pensosità, alla curiosità
verso la commessura tra giochi linguistici e forme di vita. Un particolare rilievo
hanno le conoscenze relative alle applicazioni del metodo analitico ai linguaggi
cerimoniali, artistici e liturgici.

Obiettivi del corso

Il Corso intende formare e sviluppare nel discente la capacità di cogliere il
senso nella relazione che i simboli intrattengono con le forme di vita entro le
quali sono riconosciuti e usati. Il cuore dell'insegnamento è la lezione, che
spesso prende in esame un breve saggio e lo commenta, talora lo riscrive o
lo critica. Obiettivo del close reading è la riflessione sulle forme logiche e
sulle pratiche argomentative in uso nei contesti artistici e cultuali propri delle
civiltà umane e di talune forme viventi non umane. Ci si aspetta da questo
modo di procedere un percorso verso la chiarificazione di nozioni come
"senso", "significante", "gioco linguistico", "forma di vita", "simbolo". Un posto
di riguardo verrà dato in questo Corso alle coppie Simbolo/Segno,
Enunciazione/Enunciato e Occidente/Oriente.

Programma del corso

La Filosofia delle Forme simboliche è anche chiamata Filosofia dei linguaggi.
Essa nasce da una costola della filosofia analitica del linguaggio verbale. Il suo
ambito di indagine è costituito dalle manifestazioni più diffuse e più antiche
dell'antropogenesi: la musica, la danza, il culto, il rito. Mentre, perciò, la
filosofia analitica del linguaggio (al singolare) studia principalmente il
Significato delle asserzioni et similia, noi ci occupiamo analiticamente del
Significante, che mostra sé fin nelle più antiche forme della vita umana.
Questa filosofia tratta il linguaggio come fatto plurale, perché non assume
come norma l'uso linguistico delle sole società europee (od occidentali) colte,
ma cerca nella pluralità degli usi l'elemento ogni volta nomologico. La
Filosofia dei linguaggi prende insomma sul serio l'affermazione del filosofo
Ludwig Wittgenstein, quando scriveva così:

"Nessun fenomeno è in sé particolarmente misterioso, ma ciascuno lo può
diventare per noi, e ciò che contraddistingue lo spirito umano al suo risveglio
è appunto che per esso un fenomeno diviene Significante. Si potrebbe quasi
dire che l'uomo è un animale cerimoniale. Questo è in parte sbagliato, in parte
assurdo, ma contiene anche qualcosa di giusto. Vale a dire che si potrebbe
cominciare un libro di antropologia nel modo seguente: Se si osserva la vita
ed il comportamento degli uomini sulla terra, si vede che essi, oltre ad azioni
che si potrebbero chiamare 'animali' quali nutrirsi, etc. etc. etc., svolgono
anche azioni che hanno un carattere peculiare e che si potrebbero chiamare
'rituali'".

La musica e il suono musicale sono attualmente al centro di un interesse dei
filosofi e degli antropologi, nonché dei cultori di quella che J. Bouveresse ha
chiamato "antropologia speculativa": il confronto fra le nostre tesi e quelle di
alcuni filosofi analitici costituirà il tema di alcune lezioni condotte col il metodo
del close reading.

Testi (A)dottati, (C)onsigliati
  • 1.  (C) Ludwig Wittgenstein Ricerche filosofiche Einaudi, Torino, 1999 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 2.  (A) Giorgio Agamben Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita Neri Pozza, Vicenza, 2011 » Pagine/Capitoli: per intero
  • 3.  (A) Marcello La Matina Note sul suono. Filosofia dei linguaggi e forme di vita Le Ossa - Anatomie dell'Ingegno, Ancona, 2014
  • 4.  (C) Marcello La Matina Cronosensitività. Una teoria per lo studio filosofico dei linguaggi Carocci, Roma, 2004 » Pagine/Capitoli: capitoli 11-15 (comunità a norma orizzontale e verticale)
  • 5.  (C) Ludwig Wittgenstein Conversazioni e ricordi Neri Pozza, Vicenza, 2013 » Pagine/Capitoli: Scelta di capitoli col docente
  • 6.  (C) Pierre Hadot Esercizi spirituali e filosofia antica. Nuova ed. ampliata Einaudi, Torino, 2005 » Pagine/Capitoli: Leggere: "Esercizi spirituali" - "Il saggio e il mondo"
  • 7.  (A) Ludwig Wittgenstein Note sul "Ramo d'oro" di Frazer Adelphi, Milano, 1975 » Pagine/Capitoli: (compresa la Postfazione di Jacques Bouveresse)
Altre informazioni / materiali aggiuntivi

Ai Corsi universitari ci si iscrive: lo studente che desidera sostenere l'esame è tenuto ad "iscriversi" al Corso, personalmente e motivatamente, eplicitando se intende frequentare le lezioni o no. L'iscrizione al Corso va fatta prima che inizino le lezioni del medesimo.

Metodi didattici
  • Il metodo è quello della filosofia intesa come "esercizio e pratica" di una forma
    di vita: i partecipanti al Corso formano insieme una piccola comunità
    filosofica, dal carattere transitorio, ma comunque in grado di esemplificare e
    descrivere i maggiori problemi osservabili nell'uso e nella vita dei linguaggi
    umani. Nel caso lo studente non si avvalga della lezione, è chiamato
    comunque -- a inizio Corso -- a scegliere insieme al docente un metodo di
    apprendimento non meramente libresco e preferibilmente non individuale, al
    fine di sviluppare quelle capacità argomentative che solo la presenza di un
    allocutario reale consente di sottoporre a verifica.
Modalità di valutazione
  • Il mio metodo utilizza anzitutto gli indici di partecipazione alla vita della
    "comunità filosofica" costituita nel semestre (interventi, papers, schede di
    libri, problem solving); poi, essa guarda al cammino degli studenti attraverso
    colloqui e verifiche anche scritte; infine si sostanzia di uno o più colloqui
    conclusivi, nel corso dei quali coppie di studenti possano provare di avere
    stabilito una attitudine e una conoscenza dei problemi fondamentali (dello
    stato dell'arte della disciplina). Ciò che è oggetto di valutazione, mai
    meccanicistica, è sia la capacità di costruire un discorso filosofico non
    impressionistico sia la dimostrazione di una conoscenza dettagliata delle
    categorie, della terminologia e degli autori cui si fa riferimento nel testo-guida
    e nel Corso di insegnamento. Il docente fornisce ogni ulteriore informazione
    necessaria tramiate la propria pagina web.
Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica

Tedesco, Inglese

Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione

Inglese