Massimo Bonafin

Massimo Bonafin

Professore di ruolo - I fascia / Filologia e linguistica romanza (L-FIL-LET/09)
  • Tel. interno (+39) 0733 258 4373
  • E-mail massimo.bonafin@unimc.it
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
 

 

«Una disciplina accademica può essere del tutto ammirevole in quanto a rigore e profondità, o in quanto a risorse tecniche e capacità analitica, ma se vuole raggiungere la mente delle persone deve acquisire una certa valenza metafisica: cioè deve essere in grado di dire qualche cosa riguardo a temi come la coscienza, la volontà, la libertà e il reale carattere dell'uomo.»
(Rodney Needham)

«Gli uomini non ragionano spesso; non ragionano a lungo; e quando ragionano, non lo fanno molto bene.» (R.N.)

 

«Chi nelle ricerche scientifiche avesse sempre di mira le applicazioni – scriveva Galileo Ferraris – non troverebbe mai nulla; e chi nel giudicare l’importanza di una scoperta non sapesse veder altro che l’utilità che essa può avere, proverebbe di non aver gustato mai la vera gioia del sapere. Tale è almeno il mio modo di sentire.»

«Nella società in cui viviamo, la principale difficoltà educativa presentata dai mezzi di comunicazione elettronici è l'accumularsi di esperienze e la possibilità limitata che esse si sviluppino in forme autentiche di conoscenza.» (Northrop Frye)


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1958 Born in Genoa

1983 Degree in Literature at the University of Genoa with a thesis on Parody in Romance Medieval Literature; 1986 (PhD) Doctorate in Literary Criticism at the University of Pavia with a dissertation on Intertextuality in the “Roman de Renart”; 1986 Researcher in Romance Philology at the University IULM of Milan; 1992 / 2002 Lecturer in Romance Philology at the University IULM of Milan; 1994 / 2000 Temporary Teacher (Reader) in Romance Philology at the University of Genoa; 2002 Associate Professor of Romance Philology at the University of Macerata; 2005 Full Professor of Romance Philology at the University of Macerata.

Others academic experiences in teaching and research:
1981 / 2001 Founding Manager of the “Centro di ricerche in scienza della letteratura” (Research Centre on Literary Theory) in Genoa; 1992 Member of the Editorial Board of the Journal “L’immagine riflessa”; 1998 Associate founding Editor of the series “Gli Orsatti. Testi per un altro Medioevo”; 2003 Member of the Editorial Board of the Journal “Revue Critique de Philologie Romane” ; 2004 Member of the Teaching Staff of the Doctorate in Comparative Literature and of the Doctorate in Historical Linguistics of the University of Macerata; 2005 Member of the Advisory Board of the series “Ricerche intermedievali”; 2006 Member of the Advisory Board of the series “Quaderni linguistici, filologici e letterari”; 2007 Chief of the Teaching Staff of the Doctorate in Interpretation, Textual Philology and Cultural Traditions of the University of Macerata; 2007 Founding Manager of the “Centro di Antropologia del Testo” (Research Centre on Text Anthropology) in Macerata; 2011 - 2014 Deputy Manager of the School of Doctorate of the University of Macerata

http://unimc.academia.edu/MassimoBonafin

http://unimc.academia.edu/CentrodiAntropologiadelTesto

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  • L-FIL-LET/14 - Critica letteraria e letterature comparate
  • L-LIN/03 - Letteratura francese
  • M-DEA/01 - Discipline demoetnoantropologiche
Breve descrizione Settore ERC Parole chiave
teoria della letteratura SH5_3: Literary theory and comparative literature, literary styles
filologia romanza SH5_4: Textual philology and palaeography
letteratura francese medievale SH5_2: History of literature
storia della cultura medievale SH6_10: Cultural history
linguistica romanza SH4_6: Linguistics: typological, historical and comparative linguistics
origini delle letterature europee SH5_11: Cultural heritage, cultural memory
antropologia del testo letterario SH5_10: Cultural studies, cultural diversity
Lingua Conoscenza
Inglese Elementare
Tedesco Buono
Francese Buono
Italiano Madre lingua
Aree: Europa, Italia
Titolo Lessico del racconto zoomorfico http://wiki.unimc.it/zoomorfico/index.php/Pagina_principale -
Settore ERC SH5_11: Cultural heritage, cultural memory
Abstract Questo progetto di Lessico del racconto zoomorfico utilizza una piattaforma wiki, che offre una maggiore facilità d’uso ai collaboratori, una possibilità di sviluppo e implementazione dei dati nel tempo anche da fonti diverse, secondo un modello che si è ormai affermato nella comunicazione culturale di internet, anche se non gode di un consenso scientifico particolarmente ampio, anzi spesso suscita motivate riserve. Si tratta quindi per i proponenti e per chi si assume la responsabilità di indirizzarli di un tentativo nuovo, che ad alcuni apparirà azzardato. Il tempo giudicherà i risultati. Nello specifico, il progetto intende contribuire a costruire una sorta di enciclopedia del racconto zoomorfico, cioè i cui protagonisti hanno l’aspetto di animali, una tipologia narrativa di diffusione pressoché universale, ma che qui si comincerà a schedare a partire da uno dei testi più significativi della tradizione occidentale: l’epopea animalistica del Roman de Renart antico francese. Gradualmente, si integreranno poi i dati relativi alla tradizione favolistica classica e alla fiabistica internazionale, nonché i dati delle letterature e culture di interesse etnologico, perché è nostra convinzione che il rapporto uomo/animale sia un luogo privilegiato di interrogazione sulla lunga durata della cultura umana tout court. Le figure animali possono illuminare importanti aspetti dell’immaginario, dei simboli e delle rappresentazioni ideologiche dei sistemi culturali delle società storiche e la letteratura animalistica, nelle sue diverse forme, costituisce una risorsa di primo piano e un catalizzatore straordinario di queste reti di significati. Le schede presenteranno una struttura omogenea, con definizioni dell’animale, delle sue denominazioni, con particolare attenzione al problema degli zoonimi, con indicazioni sui ruoli narrativi svolti nelle diverse opere, sulle sue relazioni con gli uomini e gli altri animali, sui valori simbolici ad esso associati, e sulle sue determinazioni antropologiche: la correttezza dei dati inseriti sarà verificabile da un adeguato sistema di rinvii bibliografici, che permetterà anche al lettore interessato di sviluppare personalmente quegli aspetti che nelle schede del lessico sono di necessità abbreviati o solo allusi. La mappa attuale del Lessico è articolata in Indice degli animali, Indice dei personaggi del Roman de Renart, Indice delle opere.
Parole chiave animali, letteratura medievale, immaginario narrativo
Gruppo di lavoro Eleonora Bardoni, Lisa Pericoli, Marcella Lacanale, Laura Sestri, Chen Ying, Andrea Ghidoni, Antonella Sciancalepore
Titolo Antropologia del testo - http://unimc.academia.edu/CentrodiAntropologiadelTesto -
Settore ERC SH5_3: Literary theory and comparative literature, literary styles
Abstract «Una antropologia del testo può ritrovare nelle opere a cui rivolge il suo sguardo ermeneutico una varietà di elementi ricorrenti e comparabili:

1) dati di fatto – più o meno isolati dalle strutture semiotiche e ideologiche che governano il testo – che però richiedono di essere interpretati(per la loro alterità rispetto alla nostra esperienza) alla luce di ciò che sappiamo di usi, riti e miti delle società di interesse etnologico;

2) temi e motivi diffusi su scala interculturale (nonché temporale/diacronica e paziale/diatopica), come risulta da repertori e inventari già disponibili del patrimonio narrativo internazionale, o come appare da nuovi scavi comparativi condotti a partire da singole emergenze bisognose di spiegazione;

3) processi mitico-rituali di diverso tipo (iniziazioni, inversioni di status, ecc.), tematizzati come tali, con deboli livelli di mediazione, ovvero già sotto forma di schemi e modelli narrativi, in grado di organizzare logicamente sequenze di eventi che diventano l’intelaiatura di un testo, di un gruppo di testi, distinguendolo all’interno di un sistema di generi letterari (il caso più noto è forse quello della fiaba di magia);

4) figure, eroi, semidei, personaggi archetipici che proseguono la loro esistenza trapassando dal mito e dal piano religioso a quello profano e della letteratura.

Tutti questi quattro insiemi di elementi che l’antropologia del testo enfatizza e rende pertinenti per l’analisi sono caratterizzati dalla ricorsività, che la comparazione, meglio se a largo raggio e a diversi gradienti di profondità cronologica, permette di avvalorare e articolare nel modo più fine possibile. Diventa così fattibile (almeno come ipotesi di lavoro) una grammatica, o una semiotica, dell’immaginario dell’umanità, in cui si possano registrare e correlare dialetticamente, man mano che ci si avvicina al nostrotempo, apporti individuali e apporti collettivi.

(…) La comparazione di temi, motivi, miti, riti ed eroi sedimentati nella memoria delle differenti civiltà e letterature ci induce a riconoscere la fondamentale unità della cultura umana, ma non ci esime, nell’analisi concreta dei testi, filologicamente motivata, dall’accertare le rifunzionalizzazioni e le risemantizzazioni che quegli elementi hanno subito nel corso del tempo, spostandosi nello spazio, adattandosi a nuovi interessi individuali e di gruppo. È questa ‘memoria della cultura’, dunque, che assicura la conservazione, la trasmissione e l’adattamento dell’identità etnica, e, a un livello più generale, direi, dell’identità della specie: infatti essa funziona sia da deposito,dove si accumulano nel tempo le produzioni intellettuali, che da programma, capace di generare nuovi contenuti ricombinando e riorientando materiali già pronti.»
Parole chiave teoria della letteratura, antropologia culturale, culturologia, immaginario, antropologia letteraria, letteratura comparata
Gruppo di lavoro Massimo Bonafin, Martina Di Febo, Andrea Ghidoni, Teodoro Patera, Antonella Sciancalepore, Laura Sestri, Alvaro Barbieri, Marco Buzzoni, ROberto Lambertini, Diego Poli, Daniele Maggi, Francesca Chiusaroli, Crla Cucina, Natascia Leonardi, Marco Sabbatini, Vittorio Tomelleri, Roberto Cresti, Carlo DOnà, Carla Carotenuto, Maria ELena Paniconi, Annunziata Russo
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