Nicoletta Marinelli

Nicoletta Marinelli

Ricercatore / Economia degli intermediari finanziari (SECS-P/11)
  • E-mail nicoletta.marinelli@unimc.it
Dipartimento di Economia e Diritto
 

Nicoletta Marinelli è ricercatore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università di Macerata, Dipartimento di Economia e Diritto, dal 2011. Ha in precedenza svolto attività di collaborazione alla ricerca in qualità di Assegnista di Ricerca presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e presso l'Università Politecnica delle Marche. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l'Università Politecnica delle Marche in "Economia e Gestione nei Mercati Finanziari e Assicurativi". Attualmente, è docente di Economia e Strumenti degli Intermediari Finanziari (modulo b) e di Gestione dei Rischi e Strumenti Derivati, presso il Dipartimento di Economia e Diritto, Università di Macerata. I suoi interessi di ricerca sono principalmente orientati al settore dell'asset management con declinazione nei seguenti ambiti: previdenza complementare, investimenti alternativi (nello specifico in opere d'arte), attitudine al rischio, fondi sovrani. Attualmente è componente del Comitato di Gestione del Polo Bibliotecario di Economia dell'Università degli Studi di Macerata, responsabile della Scheda-SUA CdS per il Corso di Laurea Magistrale in Mercati e Intermediari Finanziari (MIF-Classe di Laurea L-77), Delegata ai Rapporti Internazionali e Coordinatrice Erasmus per il Dipartimento di Economia e Diritto

Info
Impossibile contattare uGov al momento. Per favore riprovare più tardi
  • M-PSI/01 - Psicologia generale
  • SECS-P/09 - Finanza aziendale
Breve descrizione Settore ERC Parole chiave
Fondi pensione e previdenza complementare SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance fondi pensione, gestione previdenziale, sistemi pensionistici
Investimenti in opere d'arte SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance investimenti alternativi, pricing delle opere d'arte
Attitudine al rischio degli investitori SH1_8: Consumer choice, behavioural economics, marketing finanza comportamentale, adeguatezza/appropriatezza MiFID, scelte d'investimento, scelte assicurative
Fondi sovrani SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance fondo sovrano, attivismo, analisi network
Lingua Conoscenza
Inglese Buono
Aree: Americhe, Asia, Europa
Paesi: Italia
Titolo Profilatura del rischio nell'ambito della MiFID
Settore ERC SH1_6: Banking, corporate finance, accounting
Abstract La rilevazione del profilo di rischio degli investitori da parte degli intermediari e consulenti finanziari è un tema cruciale sia per i regolatori sia per l'industria dei servizi di investimento. Nell'effettuare consulenza in materia di investimenti e gestione di portafoglio, la Direttiva 2004/39/CE (MiFID) e la Direttiva di attuazione 2006/73/CE (livello 2) prevedono l'obbligo per gli intermediari di ottenere dal cliente una serie di informazioni (esperienza e conoscenza in ambito finanziario, situazione finanziaria, obiettivi d'investimento) al fine di definire correttamente il loro profilo. Tuttavia, analisi condotte dalle singole Autorità di Vigilanza (FSE, CONSOB, AMF) e da studiosi accademici (N. Marinelli, C. Mazzoli, 2011) mostrano come l'applicazione di questo principio di adeguatezza sia molto variegata all'interno e tra Paesi europei e soprattutto come molte informazioni, pure suggerite dalla normativa, siano trascurate dagli intermediari.

Il Progetto di Ricerca si pone l'obiettivo di fornire un contributo per migliorare la definizione del profilo di rischio dei clienti, al fine di ridurre le inefficienze nella trasposizione di quest’ultimo alle scelte di investimento degli stessi. Tale Progetto è svolto in collaborazione tra le Università di Bologna, di Macerata, Politecnica delle Marche e CariParma. Esso si sviluppa in due fasi: la prima consiste nella somministrazione del questionario elaborato dalle Università ad un campione significativo e stratificato dei clienti della Banca; la seconda interessa la combinazione dei dati derivanti dalla compilazione del questionario con le informazioni sui singoli clienti disponibili in Banca (da questionario MiFID, relativi al portafoglio cliente e altri dati). L’elaborazione congiunta delle due basi di dati mira a raggiungere i seguenti obiettivi: 1) chiarire quali informazioni sono necessarie per definire correttamente il profilo di rischio del cliente; 2) definire quali pesi dovrebbero essere attribuiti alle singole informazioni per elaborare in maniera corretta il profilo di rischio del cliente; 3) identificare le aree di maggiore criticità che generano i maggiori scostamenti tra profilo di rischio stimato ed effettivo e, dunque, tra profilo di rischio del portafoglio attuale e profilo di rischio adeguato.
Parole chiave profilo di rischio, adeguatezza MiFID, portafogli di investimento
Gruppo di lavoro N. Marinelli, C. Mazzoli, F. Palmucci
Titolo L'attitudine al rischio nelle decisioni di investimento e di finanziamento
Settore ERC SH1_8: Consumer choice, behavioural economics, marketing
Abstract Le decisioni di investimento e di finanziamento degli individui dipendono, in linea generale, da fattori soggettivi personali (es. condizioni psicologiche, socio-demografiche, economiche, etc..) e da variabili di contesto (es. evoluzione dei tassi di interesse, del PIL, dei cicli Borsa, etc.). L'obiettivo generale di questa ricerca consiste nell'approfondire l'analisi di uno dei fattori soggettivi più rilevanti, nei processi decisionali di carattere finanziario: l'attitudine dell'individuo verso il rischio. Si tratta di un fattore importante, poiché esso influisce sia sull'avversione/propensione verso investimenti finanziari, sia sulla propensione all'indebitamento. Lo scopo finale consiste nell'individuare i fattori emotivo- soggettivi che possono limitare l'assunzione di scelte di investimento "consapevoli" e di finanziamento "responsabili"; infatti, l'approccio interdisciplinare seguito consente di individuare quelle componenti psicologiche che potrebbero influire negativamente, da un lato sulle scelte di investimento, dall'altro su quelle di indebitamento.

Il progetto nel suo insieme si suddivide in tre fronti di lavoro che avanzano in alcuni casi, in parallelo, in altri, in modo consequenziale. Si tratta di un fronte di lavoro di analisi teorica e descrittiva (analisi di letteratura, banche dati estere ed esperienze operative nazionali ed internazionali); un altro di analisi empirica (campionamento, sperimentazione e somministrazione dell'IOWA Gambling Task e deiquestionari), ed infine un momento di elaborazione e presentazione dei risultati.

Il team di ricerca è composto da tre unità, delle quali due di matrice economico-aziendale ed una afferente all'area delle discipline psicologiche, con specializzazione in neuroscienze affettive. L'organizzazione dei compiti di ricerca segue un modello matriciale, nel quale le due unità economico-aziendali sono specializzate per "funzione" (lato-investimenti e lato-finanziamenti), mentre l'unità di neuroscienze detiene una specializzazione per "processo"; quest'ultima, infatti, svolge un'attività di ricerca i cui risultati sono valorizzati, trasversalmente, anche dalle altre due unità.

Il Progetto di Ricerca è stato finanziato come Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2007). Dalla conclusione dello stesso, sono poi derivate analisi e ricerche ulteriori, riguardanti nello specifico l'influenza dei fattori soggettivi sulle scelte di tipo assicurativo e previdenziale, a completamento dell'analisi precedentemente svolta sul settore degli investimenti finanziari in senso stretto e sulle scelte di indebitamento.

Le implicazioni scientifiche ed operative del tema di ricerca sono notevoli, sia per il suo contenuto innovativo sia per la valorizzazione delle evidenze empiriche attese a favore dei processi produttivi e distributivi degli intermediari finanziari.
Parole chiave scelte d'investimento, scelte assicurative, scelte d'indebitamento, psicologia nelle decisioni finanziarie, Iowa Gambling Task (IGT), attitudine al rischio, impulsività, fattori psicografici
Gruppo di lavoro G. Brighetti, R. Borlimi, C. Lucarelli, N. Marinelli, C. Mazzoli, V. Nucifora, C. Ottaviani, G. Palomba, D. Vandone
Titolo Gli investimenti dei Fondi Sovrani
Settore ERC SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance
Abstract I Fondi Sovrani si sono affermati come uno dei principali investitori istituzionali sul mercato dei capitali mondiale. A fine 2013, gestivano assets per circa 6.100 miliardi di dollari USA (fonte: Sovereign Wealth Fund Institute); una stima probabilmente in difetto, data la scarsa trasparenza della politica di investimento perseguita dalla maggioranza dei Fondi stessi. A partire dal 2005, i Fondi hanno iniziato a diversificare il proprio portafoglio e ad aumentare la quota detenuta in investimenti azionari. Alcuni di essi, inoltre, hanno tentato di scalare alcune importanti società statunitensi ed europee, accrescendo in tal modo i timori in capo ai Governi circa le possibili finalità strategiche dei loro investimenti.

Gli studi attualmente disponibili sulle scelte di investimento dei Fondi Sovrani guardano ai Fondi e ai loro investimenti in qualità di entità "isolate", analizzando ad esempio le caratteristiche tipiche delle imprese in cui i Fondi decidono di investire o studiando l'impatto della partecipazione del singolo Fondo sulla performance dell'impresa partecipata. Il Progetto di Ricerca si inserisce all'interno di questo filone di studi, proponendo tuttavia un'ottica di analisi innovativa che guarda soprattutto alle connessioni che si creano per mezzo degli investimenti realizzati dai Fondi Sovrani e al loro impatto sulle imprese target.

Per condurre l'analisi empirica, il Gruppo di Ricerca si avvale di tecniche di misurazione tratte dalla teoria delle reti (analisi network). L'obiettivo conoscitivo è duplice: da un lato, studiare i legami che si creano tra Fondi diversi nel momento in cui si trovano ad investire nelle imprese target, in altri termini la "geo-politica" degli investimenti dei Fondi Sovrani; ciò permette di verificare la strategia di isolamento o di collaborazione ("club deals") perseguita dal Fondo e il suo impatto sull'impresa target. Dall'altro lato, si intende studiare anche il network che si crea tra le imprese target nel momento in cui le stesse sono partecipate dal medesimo Fondo Sovrano e l'influenza che tali connessioni esercitano sulle performance delle aziende stesse. Recenti studi hanno, infatti, mostrato come il networking tra le imprese target sia una delle principali forme di attivismo del Fondo nei confronti delle aziende in cui investe.
Parole chiave fondi Sovrani, analisi Network, performance operativa, rendimenti anomali cumulati, attivismo, club deals
Gruppo di lavoro A. Del Giudice, N. Marinelli, S. Vitali
Titolo I fondi pensione in Italia. Aspetti peculiari e confronti internazionali
Settore ERC SH1_5: Financial markets, asset prices, international finance
Abstract Il tema dei fondi pensione non è nuovo. Neppure in Italia. Fa parte della più ampia problematica attinente la struttura dei sistemi previdenziali e, al loro interno, il ruolo e l’attività che possono svolgere gli intermediari finanziari, con particolare riguardo, fra essi, a quanti sono deputati alla gestione del risparmio. La peculiarità dei fondi pensione si manifesta proprio nella loro natura ambivalente, al contempo previdenziale e finanziaria: da un lato, essi rappresentano strumenti di previdenza, in grado di fornire un trattamento pensionistico integrativo, dall’altro, essi diventano un veicolo di investimento del risparmio, capace di immettere le risorse gestite nei circuiti di mercato.

Il progetto di ricerca, sfociato in un volume, focalizza l'attenzione sul funzionamento dei fondi pensione nella loro veste di strumenti previdenziali, adottando una logica di tipo cross-country. L’obiettivo perseguito è, in questa prospettiva, duplice: da un lato, analizzare il funzionamento dei fondi pensione nella loro declinazione nazionale, mettendolo a confronto con quanto si riscontra in altri Paesi europei; dall’altro, porre in evidenza i nodi che occorre sciogliere per aiutare uno sviluppo consapevole e duraturo della previdenza complementare italiana. Il lavoro segnala la necessità di approdare ad un sistema previdenziale che coniughi caratteristiche di tendenziale stabilità con una riduzione del grado di incertezza delle prestazioni.
Parole chiave fondi pensione, analisi cross-country
Gruppo di lavoro N. Marinelli
Info
Impossibile contattare uGov al momento. Per favore riprovare più tardi
Informazione non pervenuta
Info
Impossibile contattare uGov al momento. Per favore riprovare più tardi