Sociologia dei media
- A.A. 2025/2026
- CFU 6
- Ore 30
- Classe di laurea L-12 R
Nessuno
In prima istanza, il corso si prefigge l’acquisizione delle conoscenze necessarie allo sviluppo di una consapevolezza critica sull’uso e l’impatto dei media e dei dispositivi digitali, che necessitano di una adeguata literacy testuale e funzionale. L’obiettivo è sviluppare quelle capacità di apprendimento necessarie per intraprendere studi successivi con un alto grado di autonomia nel campo della sociologia dei media e dei processi culturali alla luce della digitalizzazione e della globalizzazione, agevolata dall’ascesa della società dei consumi, anche mediali. La prospettiva è evidenziare la centralità dei media nell’esperienza umana secondo una sensibilità storica e sociologica, tale da poter ridiscutere alcune delle categorie attraverso cui leggiamo la realtà: sicurezza, incertezza, ipertrofia mediale, rischio, tecnologia, retorica, rappresentazione, consumo, fiducia, memoria.
La sociologia della comunicazione, indagata secondo le prospettive euristiche della communication research, si lega allo studio delle dinamiche mediali complesse, in un momento storico in cui l’emergenza pandemica prima, e quella bellica poi, impongono agli operatori dell’informazione una responsabilità deontologica e documentaria stringente, legata alla gestione della percezione dell’insicurezza e dell’incertezza. Di qui la necessità di trasmettere le opportune conoscenze mediologiche e culturali agli studenti, chiamati a vagliare l’imponente messe di informazioni e contenuti che popolano la mediasfera digitale.
Titolo del corso:
La comunicazione come arte della sparizione
Il corso propone una ricognizione critica sul ruolo dei media mainstream e digitali nel contesto più ampio della sociologia dei processi culturali, sulla scorta delle principali teorie mediologiche del Novecento e delle più recenti prospettive di ricerca nel campo della communication research. In primo piano, le derive individualistiche della post-modernità e la costruzione dei simulacri simbolici e testuali della società di massa e connessa. Sullo sfondo si stagliano gli effetti della globalizzazione informativa, caratterizzata dalla fine delle grandi narrazioni e dal racconto multimodale del quotidiano, con particolare riferimento alla convergenza tra nuovi e vecchi device e allo svuotamento ipertrofico dei contenuti, che la metafora della sparizione di Baudrillard descrive in maniera efficace. Di qui la necessità di indagare le modalità di consumo delle notizie e le tecniche di condivisione dei contenuti, nell’era della circolarità informativa e della connessione permanente.
PROGRAMMA ESTESO
Nella prima parte, il corso si incentra sull’apporto fornito da alcuni autori classici allo sviluppo della sociologia dei media, con particolare riguardo alla capacità del mainstream di indebolire o potenziare la percezione della sicurezza, senza trascurare le teorie mediologiche più recenti. Lo studio si inserisce nella cornice epistemologica più ampia dell’agire comunicativo, teso ad esplorare le modalità interazionali della realtà quotidiana proposte dai media, nell’ottica della costruzione di una cultura dell’intesa su cui dovrebbero basarsi le strategie comunicative della società complessa. Sullo sfondo si staglia il processo di individualizzazione caratterizzante la modernità digitale, che ha generato la progressiva perdita di attrattiva degli universi simbolici tradizionali, anche sulla scorta della sovrapposizione tra realtà nazionali e istituzioni comunitarie, con tutto quel che ne consegue sul piano della gestione della sicurezza/insicurezza pubblica.
La seconda parte del corso propone un’analisi dell’ecosfera estetica e comunicativa attraverso l’epistemologia della sparizione dell’arte proposta da Jean Baudrillard, il cui testo (2012) propone una originale interpretazione della società dei consumi dalla prospettiva della produzione artistica e, più estensivamente, culturale. In primo piano emergono i concetti chiave della sociologia di Baudrillard, centrata sugli effetti della cultura di massa: simulazione e simulacro, seduzione, fascinazione, oscenità, sparizione, pornografia, disincarnazione, significazione, complotto. Con particolare riferimento all’arte come sistema di comunicazione, Baudrillard analizza l’evoluzione del sistema mediale e la sua incalcolabile rilevanza semiotica, che con il digitale assume una valenza monopolizzante. Ne deriva l’ipertrofia del segno e delle immagini, anche nel discorso pubblico, con tutto quel che ne consegue in termini di evanescenza simbolica e valoriale.
Bibliografia obbligatoria:
S. Bentivegna, G. Boccia Artieri, Le teorie delle comunicazioni di massa e la sfida digitale, Laterza, Bari 2019.
J. Baudrillard, La sparizione dell’arte, Abscondita, Milano, 2012.
Altre informazioni / materiali aggiuntivi
Per informazioni: andrea.lombardinilo@unimc.it
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Le lezioni frontali si svolgono con l’ausilio dei materiali didattici inseriti in programma e con il supporto di documenti d’approfondimento (soprattutto multimediali) che saranno indicati nel corso delle lezioni.
Esame orale, valutato in trentesimi, volto a verificare la capacità di esporre con chiarezza e autonomia di giudizio gli argomenti trattati durante il corso.
Lingua inglese
Italiano
