Metrica delle lingue classiche
- A.A. 2025/2026
- CFU 6
- Ore 30
- Classe di laurea LM-14,15
È auspicabile – ma non prescrittiva – un’adeguata conoscenza della lingua latina.
Il corso intende illustrare come la struttura metrica — in rapporto ai generi in cui essa ha preso forma nella produzione letteraria in lingua latina, specialmente di età repubblicana e di epoca augustea — sia intimamente connaturata al laboratorio poetico di ciascun versificatore, al punto da contribuire a connotare le caratteristiche stilistiche, le forme espressive e le qualità essenziali dell’opera latina. Si attende, quindi, che lo studente, attraverso il richiamo ai concetti basilari della prosodia, acquisisca dimestichezza con la terminologia metrica scientifica corrente — cioè, quella comunemente denominata come ‘metrica maasiana’, dal nome del filologo e linguista tedesco Paul Maas — e che possa distinguere le modalità di uso e le valenze stilistiche del verso eroico e del distico elegiaco in epoca arcaica e in età aurea, così come la struttura dei metri lirici di Catullo e Orazio. Si prevede dunque che lo studente sia in grado, al termine del corso, di riconoscere con sicurezza i metri oggetto di studio, dunque la successione quantitativa di ciascuna sillaba di cui si compone il verso e le possibilità di soluzione di ‘elementa longa’ e ‘bicipitia’, le incisioni (sia quelle corrispondenti ai confini delle unità metriche costituenti il verso sia quelle non corrispondenti) caratteristiche per ciascun metro e le modalità stilistiche e le norme fondamentali che ne differenziano l’impiego nella prassi poetica latina.
Gli argomenti affrontati nel corso di «Metrica delle lingue classiche» si focalizzeranno sulle forme assunte dall’esametro latino in età arcaica (con esempi tratti dagli ‘Annales’ di Ennio) e sulla sua evoluzione in epoca augustea sia come metro impiegato ‘katà stíchon’ sia in combinazione con il cosiddetto ‘pentametro’ nel distico elegiaco (i casi di studio saranno prevalentemente tratti dal IV libro dell’«Eneide» di Virgilio, dalla VII delle «Epistulae Heroidum» («Dido Aeneae») di Ovidio (entrambi i testi latini andranno tradotti dallo studente per intero) e da un ‘exemplum’ epigrammatico latino – ovvero «Epigr. Bob.» 45 Speyer – pure incentrato sulla ‘fabula Didonis’ e sulla sua fortuna in epoca tarda. Una sezione conclusiva del corso sarà invece dedicata all’esame dei metri lirici di Catullo e Orazio attraverso una congrua messe di ‘carmina’ tratti dall’opera dei due poeti latini.
Adottati:
(A) S. Boldrini, «La prosodia e la metrica dei romani», Carocci, Roma, 1998, pp. 11-183;
(A) R.A.B. Mynors (ed.), «P. Vergili Maronis Opera», Oxford University Press (“Oxford Classical Texts”), Oxford, 1972, pp. 176-198;
(A) L. Piazzi (ed.), «Heroidum Epistula VII. Dido Aeneae», Felice Le Monnier, Firenze, 2007, pp. 13-306;
(A) R.A.B. Mynors (ed.), «C. Valerii Catulli Carmina», Oxford University Press (“Oxford Classical Texts”), Oxford 1958, passim;
(A) D.R. Shackleton Bailey (ed.), «Q. Horatius Flaccus. Opera. Editio stereotypa editionis quartae (MMI)», De Gruyter (“Bibliotheca Teubneriana”), Berlin-New York 2008, passim;
(A) W. Speyer (ed.), «Epigrammata Bobiensia», Teubner, Leipzig, 1963, pp. 55-56;
(A) F. Nolfo, «‘Epigr. Bob.’ 45 Sp. (= Ps. Auson. 2 pp. 420 s. Peip.): la palinodia di Didone negli ‘Epigrammata Bobiensia’ e la sua rappresentazione iconica, “Sileno” 41/1-2», Agorà & Co., Lugano 2015, pp. 277-304;
(A) F. Nolfo, «Su alcuni aspetti del ‘movimento elegiaco’ di un epigramma tardoantico: la ‘Dido Bobiensis’, “Vichiana” 55/2», Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2018, pp. 71-90;
Consigliati:
(C) L. Ceccarelli, «Prosodia e metrica latina classica con cenni di metrica greca. Nuova edizione», Società Editrice Dante Alighieri, Roma, 2008, pp. 1-78;
(C) F. Crusius, H. Rubenbauer, «Römische Metrik», Georg Holms Verlag, Hildesheim 2015, pp. 1-148;
(C) C. Mandolfo, «Lineamenti di prosodia e di metrica latina», Agorà & Co., Lugano 2019, pp. 16-193;
(C) C. Mandolfo, «Lineamenti di grammatica storica del latino», Agorà & Co., Lugano 2017, pp. 13-225;
(C) J. Soubiran, «L’Élision dans la poésie latine», Klincksieck, Paris, 1966, passim;
(C) E. Paratore (ed.), «Virgilio. Eneide. Traduzione di L. Canali. Volume II (Libri III-IV)», Arnoldo Mondadori Editore (“Fondazione Lorenzo Valla”), Milano 1978, pp. 54-101;
(C) A. Fo, F. Giannotti (ed.), «Virgilio. Eneide», Einaudi (“I millenni”), Torino, 2025, passim.
(C) H. Jacobson, «Ovid’s Heroides», Princeton University Press (“Princeton Legacy Library”), Princeton 1974, pp. 76-93;
(C) G. Rosati (ed.), «Ovidio. Lettere di eroine», Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1989, pp. 158-175;
(C) H. Dörrie, «P. Ovidii Nasonis Epistulae Heroidum», De Gruyter, Berlin-New York 1971, pp. 104-118;
(C) F. Della Corte (ed.), «Catullo. Le poesie», Arnoldo Mondadori Editore (“Fondazione Lorenzo Valla”), Milano 1977, passim;
(C) A. Fo (ed.), «Gaio Valerio Catullo. Le poesie», Giulio Einaudi Editore (“Nuova Universale Einaudi”), Torino 2018, passim;
(C) G. Paduano, A. Grilli (edd.), «Gaio Valerio Catullo. Le poesie», Einaudi (“ET Classici”), Torino 2016, passim;
(C) A. Traina, E. Mandruzzato (edd.), «Orazio. Odi ed Epodi. Nuova edizione riveduta e aggiornata», BUR (“Classici greci e latini”), Milano 2007, passim;
(C) A. Schiesaro, «“Under the Sign of Saturn: Dido's Kulturkampf”, in J.P. Schwindt (ed.), La représentation du temps dans la poésie augustéenne / Zur Poetik der Zeit in augusteischer Dichtung», Winter Verlag, Heidelberg 2005, pp. 85-110;
(C) A. Schiesaro, «Furthest voices in Virgil's Dido I, “Studi italiani di filologia classica” n.s. 6/1», Le Monnier, Firenze, 2008, pp. 60-109;
(C) A. Schiesaro, «Furthest voices in Virgil's Dido II, “Studi italiani di filologia classica” n.s. 6/2», Le Monnier, Firenze, 2008, pp. 194-245.
Altre informazioni / materiali aggiuntivi
1) Gli studenti di scambio ‘Erasmus incoming’ potranno, se lo desiderano, sostenere I'esame orale con il docente in lingua inglese o in lingua tedesca o in lingua francese, mentre potranno avvalersi di una bibliografia alternativa in lingua straniera – ad es., per lo studio della metrica, della traduzione tedesca del manuale di Sandro Boldrini (S. Boldrini, «Prosodie und Metrik der Römer», Stuttgart-Leipzig 1999) —, a patto che essa venga prima concordata con il docente.
2) Per il ‘Didobuch’ virgiliano, gli studenti, anziché all’edizione oxoniense curata da Roger Aubrey Baskerville Mynors, potranno fare utilmente riferimento a quella teubneriana edita da Gian Biagio Conte («Publius Vergilius Maro. Aeneis. Editio altera», De Gruyter – “Bibliotheca Teubneriana”, Berlin-Boston 2019, pp. 84-109).
3) Per la traduzione di ‘Epigr. Bob.’ 45 Speyer e il rispettivo commento, gli studenti potranno consultare F.R. Nocchi, «Commento agli ‘Epigrammata Bobiensia’», De Gruyter (“Texte und Kommentare”, 54), Berlin-Boston, 2016, pp. 281-291.
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I metodi didattici attivabili durante il corso saranno quelli previsti dalla tipologia della lezione frontale partecipata, con seminari in aula che possano dare spazio alla lezione interattiva e prevedere un coinvolgimento dello studente, anche attraverso esercitazioni in itinere, nell’attività didattica.
Esame orale. L'esame consisterà in una prova orale, nella quale saranno richiesti il commento, la traduzione e l’analisi metrica e stilistica dei testi esaminati durante il corso e di quelli che compongono le letture domestiche del corso medesimo. Il voto sarà assegnato sulla base dei seguenti criteri: ampiezza della conoscenza dei contenuti della disciplina in generale e degli argomenti e testi presentati a lezione (60%); capacità critica e di organizzazione logica del discorso (20%); correttezza espositiva (20%).
Latino.
Italiano
