Cari Amici, Cari Studenti, con un velo di tristezza annuncio stasera la morte dello studioso René Girard, avvenuta il 4 novembre. La notizia è stata diffusa or ora dalla Stanford University (vedi). Egli vi è noto per i suoi studi sui meccanismi del desiderio mimetico e per la sua teoria sull'origine della violenza nei gruppi umani. Inoltre, non vi è ignota la sua rilettura della letteratura giudaico-cristiana in chiave antropologica, alla quale anche nel nostro Ateneo sono state dedicate tante lezioni e tesi e riflessioni a più voci. René Girard aveva elaborato la sua teoria in un clima di ostilità da parte dell'antropologia allora dominante. Egli mosse critiche sensate a maestri come Lévi-Strauss e alla sua scuola. Fu osteggiato quando si accostò al Cristianesimo, rileggendo il mito alla luce dell'annuncio della passione e della resurrezione di Gesù di Nazareth. Alla fissa ciclicità del ritorno nicciano egli accostò senza timori la storicità dell'annuncio cristiano: il capro espiatorio cedeva il passo all'Agnello di Dio; il mito era soppiantato dalla storicità di una fede viva in un Dio vivo. Girard studiò con eguale passione figure mitologiche (Edipo, in particolare) e figure bibliche (Giobbe); operò una rilettura sistematica dei miti e mise in crisi -- come ci è capitato di scrivere anni fa -- sia il "sistema della parentela" elaborato da Lévi-Strauss, sia il "modello del desiderio" che è alla base della lettura freudiana dell'Edipo. Ma il risultato maggiore René Girard lo ottenne quando, senza esserselo proposto in modo esplicito, riuscì a contrapporre un modello tiradico del desiderio al modello rigorosamente binario elaborato dalla semiotica narrativa di Algirdas J. Greimas. Insieme a Giuseppe Fornari aveva poi scritto un impertinente libro sul sentimento dell'invidia mimetica, analizzando anche il controverso rapporto fra il filosofo F. Nietzsche e il compositore R. Wagner (pubblicato da Marietti1821).
Un ottimo libro su Girard è quello scritto da una studiosa di filosofia e teologia che si è laureata anni fa in filosofia nella nostra Università: Paola Mancinelli, Cristianesimo senza sacrificio (Cittadella, 2001; il volume è ospitato nella collana "Orizzonte filosofico" diretta da R. Mancini della Università di Macerata); un importante convegno su Identità e Desiderio si svolse a Falconara nel 2006 (vedi la storica locandina); gli Atti di quel convegno marchigiano, cui partecipò in teleconferenza lo stesso Girard in dialogo con Gianni Vattimo e con gli altri relatori, sono stati pubblicati nel bel volume di Transeuropa che porta lo stesso titolo del convegno.
René Girard fu eletto tra gli Accademici di Francia. Aveva 91 anni. E' stato critico letterario, antropologo, studioso di filosofia e delle scienze umane. Non ha avuto paura delle scuole consolidate. Non si è adeguato agli idola tribus che dominavano l'accademia negli anni di fine Novecento. Adesso attende di vedere il Volto che ha tanto cercato e amato. Per il sottoscritto è stato un modello di dirittura morale e di fervore scientifico, ma anche un autentico credente. I suoi 91 anni sono quelli di un Patriarca: e questo toglie il velo alla nostra tristezza e disegna sulle nostre labbra un sorriso di speranza. (marcello la matina)
05 novembre 2015