Tatiana Petrovich Njegosh

Tatiana Petrovich Njegosh

Ricercatore / Lingue e letterature anglo-americane (L-LIN/11)
  • Tel. interno (+39) 0733 258 4041
  • E-mail t.petrovich@unimc.it
Dipartimento di Studi Umanistici - Lingue, Mediazione, Storia, Lettere, Filosofia
 

Tatiana Petrovich Njegosh è dottore di ricerca in Studi Americani (U. Roma Tre, 1998) e ricercatrice confermata del settore disciplinare L-LIN 11. Insegna all'Università di Macerata dal 2000. Tra i suoi interessi di ricerca: letteratura e culture della modernità statunitense (seconda metà dell'Ottocento e prima metà del Novecento); Henry James; Modernismi; letteratura contemporanea delle diaspore nere (Edwidge Danticat); costruzione e rappresentazione della categoria di "razza" e dinamiche di razzializzazione nella letteratura e cultura della modernità e contemporaneità.

È nel Collegio docenti del Dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche, Letterarie e Storico-Archeologiche dell'Università di Macerata e nel Collegio docenti del Dottorato in Studi Euro-Americani dell'Università di Roma Tre (in esaurimento).

È nel Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Africa dell'Università di Macerata; aderisce al Centro Interuniversitario di Storia Culturale (CISC), e fa parte di InteRGRace, gruppo di ricerca interdisciplinare su razza e razzismi (FISPPA, U. di Padova, URL:<http://www.intergrace.it/>). È nella Commissione paritetica docenti studenti.

 

Tra le sue pubblicazioni:

"Razza e italianità nella televisione di stato: il blackface e il whiteface in Tale e quale show (2012-2016)", in A fior di pelle: razza e visualità, a cura di Elisa Bordin e Stefano Bosco, ombre corte, Verona, 2017 (in corso di pubblicazione); "Che cos'è la razza? Il caso dell'Italia", From the European South: A Transdisciplinary Journal of Postcolonial Humanities, 1. 2016, URL: <http://europeansouth.postcolonialitalia.it/current>;  cura del numero speciale della rivista online open access Iperstoria (n. 6, autunno 2015), "La 'realtà' transnazionale della razza. Dinamiche di razzializzazione in prospettiva comparata", URL: <http://www.iperstoria.it/joomla/numeri/151-indice-numero-vi-autunno-2015>; "Il meticciato nell'Italia contemporanea. Storia, memorie e cultura di massa", Iperstoria 6, autunno 2015; "La 'realtà' e 'verità' transnazionale della razza", Iperstoria 6, autunno 2015; "La finzione della razza: la linea del colore e il meticciato", in Il colore della nazione, a cura di Gaia Giuliani, Le Monnier-Mondadori, Firenze-Milano, 2015, pp. 215-228; La Prima guerra mondiale in prospettiva transatlantica: Henry James", in Trame disperse. Esperienze di viaggio, di conoscenza e di combattimento nel mondo della Grande Guerra, a cura di Marco Severini, Venezia: Marsilio, 2015, pp. 233-237; "Nei panni e nella pelle dell'altro': abito, identità di frontiera e linea del colore in George Washington Gomez: a Mexicotexan Novel di Américo Paredes", in Oltreoceano (n. 8, 2014), a cura di Silvana Serafin; "Verità e realtà della finzione letteraria in Henry James: i nomi propri di persona", in Il nome nel testo. Rivista internazionale di onomastica letteraria, xv, 2013, pp. 315-326; “La linea del colore nella cultura di massa”, in Studi culturali, 2, 2013, agosto, pp. 47-54; “The Real Fiction: Tourism, Modern Italy and a “Conscious and Cultivated Credulity”” in Transforming Henry James, Ed. Anna De Biasio, Anna Despotopoulou, and Donatella Izzo, Newcastle Upon Tyne, UK: Cambridge Scholars Publishing 2013, pp. 128-144; "Il "buon americano": Henry James e gli Stati Uniti d'America", in Viaggi e viaggiatori nell'Ottocento. Itinerari, obiettivi, scoperte, Marco Severini, a cura di, Venezia: Marsilio 2013, pp. 381-398; cura, con Anna Scacchi, del volume Parlare di razza. La lingua del colore tra Italia e Stati Uniti, Verona: ombre corte 2012; "Gli italiani sono bianchi? Per una storia culturale della linea del colore in Italia", ivi, pp. 13-45; "Henry James e l'Italia: lezioni d'ombra", in Stati Uniti e Italia nel nuovo scenario internazionale, 1898-1918, Daniele Fiorentino, Matteo Sanfilippo, a cura di, Roma: Gangemi 2012, pp. 85-98; cura, con Marina Camboni, Valerio Massimo De Angelis, Daniele Fiorentino, del volume USA: Identities, Culture, and Politics in National, Transnational, and Global Perspectives. A.I.S.N.A. Proceedings of the XIX Biennial International Conference, 2007, Macerata: EUM 2009; “Autobiography in Translation: Anzia Yezierska’s Fables of Identity”, ivi, pp. 189-194; cura, con Carla Canullo e Marco Severini, del volume Rappresentazioni e auto-rappresentazioni contemporanee: interpretare, ricostruire, creare, Macerata: EUM 2009; "L'invenzione del passato e la malinconia del nuovo nelle rappresentazioni e auto-rappresentazioni contemporanee degli Stati Uniti d'America", ivi, pp. 159-192; "Traduzione di un'identità mancante: The Dew Breaker di Edwidge Danticat", in La Storia nella scrittura della diaspora, Franca Sinopoli, a cura di, Roma: Bulzoni 2009, pp. 183-214; “The ‘good American’: Henry James, U.S. American Studies and the Frontiers of National Identity”, in Revisionary Interventions into Henry James, Ed. Donatella Izzo and Carlo Martinez, Napoli: Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” 2008, pp. 231-279; “Il costo della modernità urbana afroamericana. "Mammy" (1940) di Dorothy West”, in Città, avanguardie, modernità e Modernismo, Marina Camboni, Antonella Gargano, a cura di, Macerata: EUM 2008, pp. 174-215; “‘Has woman right to herself?’. Il diritto a se stesse nel femminismo statunitense e britannico tra Otto e Novecento”, in Donne tra Otto e Novecento: progetti culturali, emancipazione e partecipazione politica, Paola Magnarelli, a cura di, Macerata: EUM 2007, pp. 63-80; “L’iconografia in movimento del New Negro”, in Identità americane: corpo e nazione, Camilla Cattarulla, a cura di, Roma: Cooper 2006, pp. 66-89.

LINK alla URL della pagina di Academia.edu: <https://unimc.academia.edu/TatianaPetrovichNjegosh>

ENGLISH

Tatiana Petrovich Njegosh (Ph.D.), is tenured assistant professor in Anglo-American Literature and Culture at the University of Macerata. Research groups/centers: CIRA (Interdisciplinary Research Center on Africa, U. of Macerata), InteRGRace (Interdisciplinary Research Group on Race and Racisms, FISPPA, U. of PAdua). Education: Laurea/BA, Modern Languages and Literatures, U. of Rome “La Sapienza” 1991; Ph.D., American Studies, U. of Rome III 1997. Honors: Fulbright visiting scholar, U. of Virginia at Charlottesville 1995; Grant, John F. Kennedy Institut für Nordamerikastudien, Freie Universität, Berlin 1996; Salzburg Seminar Fellow, Salzburg 2001. Main research areas: 1. the impact of different forms of dislocation (travel/tourism, expatriation, exile, migration, diaspora) on the contemporary literature of the United States of America; 2. modern transnational representations/constructions of race and ethnicity. She is the author, with M. Marziali (U. of Macerata) of the web site and database for the MIUR projects “Reti di donne: Soggetti, luoghi, nodi d’incontro Europa e America 1890-1939. Per una riscrittura della storia culturale /Networking Women: Subjects, Places Links Europe-America 1890-1939. Towards a Rewriting of Cultural History,” coordinator M. Camboni (2000-2002). Publications include: “‘How a man should meet trouble’: The Master’s Mediterranean Actors as Models of Self-Possession”. The Henry James Review, 24.3 (Fall 2003). 298-306; “The Afro-American Search for a Modern Usable Past: Zora Neale Hurston and Dorothy West.” Ed. G. Covi. Modernist Women Race Nation. Networking Women 1890-1950. Circum-Atlantic Connections. London: Mango 2005. 173-197; “Cultura e razza nel Rinascimento di Harlem. Identità e creatività come mongrelization”. Incontri transnazionali. Modernità, poesia, sperimentazione, polilinguismo. Ed. M. Camboni, R. Morresi. Florence: Le Monnier 2005. 156-171; “L’iconografia in movimento del New Negro”. Identità americane: corpo e nazione. Ed. C. Cattarulla. Rome: Cooper 2006. 66-89; “Autobiography in Translation: Anzia Yezierska’s Fables of Identity”, USA: Identities, Culture, and Politics in National, Transnational, and Global Perspectives. Ed. M. Camboni, V. M. De Angelis, D. Fiorentino, T. Petrovich Njegosh, Macerata: EUM 2009. 189-194; 98; “Traduzione di un’identità mancante. The Dew Breaker di Edwidge Danticat”, La storia nella scrittura della diaspora. Ed. F. Sinopoli, Rome: Bulzoni 2009, 183-214; “Gli italiani sono bianchi? Per una storia culturale della linea del colore in Italia”. Parlare di razza. La lingua del colore tra Italia e Stati Uniti. Ed. T. Petrovich Njegosh, A. Scacchi. Verona: ombre corte 2012. 13-45; “La linea del colore nella cultura di massa”, Studi culturali, agosto 2013; "Nei panni e nella pelle dell'altro': abito, identità di frontiera e linea del colore in George Washington Gomez: a Mexicotexan Novel di Américo Paredes", Oltreoceano (n. 8, 2014), a cura di Silvana Serafin.

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  • L-FIL-LET/14 - Critica letteraria e letterature comparate
  • M-FIL/04 - Estetica
Breve descrizione Settore ERC Parole chiave
Studi culturali Stati Uniti d'America, Caraibi, Africa, Italia, transcultura, migrazione, traduzione
SH5: Cultures and cultural production: literature, visual and performing arts, music, cultural and comparative studies
Razzismi e categorie della differenza SH2: Institutions, values, beliefs and behaviour: sociology, social anthropology, political science, law, communication, social studies of science and technology Stati Uniti d'America, Italia, identità, opportunità
Lingua Conoscenza
Inglese Eccellente
Francese Buono
Aree: Africa, Americhe, Europa, Italia
Paesi: Stati Uniti d'America, Haiti, Dominicana Repubblica, Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Italia
Titolo La razza tra Stati Uniti e Italia (1880-2010). Un'analisi comparativa.
Abstract Oggi, spesso significativamente censurata a livello linguistico, soprattutto in Europa, e nonostante le smentite delle scienze dure e la svolta culturalista, la “razza” esiste e prospera in diverse forme (penso ai neorazzismi), o ai concetti reificati ed essenzializzati di cultura (lingua, nazione, identità culturale, etc). La “razza” esiste sia a livello simbolico, sia, come marker significativo, nelle società che si descrivono come “color-blind” o postrazziali, dove la “razza” , insieme alle variabili di censo, classe, genere, sesso, provenienza, etc., genera pregiudizio, discriminazione e violenza nei confronti dei gruppi razzializzati, o, viceversa, garantisce privilegi e opportunità a coloro i quali sono percepiti come “senza razza”, e/o “bianchi”.
Per quanto riguarda il periodo coloniale, gli studi sulla "razza", dal taglio più diverso, in Italia e nel resto del mondo, non mancano di certo. Gli approcci dominanti negli studi e negli osservatori sui razzismi contemporanei, nonostante la relativa diffusione e condivisione con pubblici più ampi e non necessariamente specialistici, sono però spesso caratterizzati dalla focalizzazione sulla fenomenologia violenta e intenzionale del pensiero razziale e sull’idea che essa sia originata da pregiudizio o da ignoranza. Ne deriva una scarsa attenzione per le dinamiche di razzializzazione che sono alla base tanto delle sue manifestazioni violente quanto dei modi più o meno visibili attraverso cui la società, le istituzioni, e la cultura assegnano identità, cittadinanza e diritti alle persone.
Parole chiave razza, traduzione, Stati Uniti d'America, Italia, identità, modernità, contemporaneità
Gruppo di lavoro Tatiana Petrovich Njegosh, Anna Scacchi, Jeffrey C. Stewart, Cristina Lombardi-Diop, Caterina Sinibaldi, Leonardo Buonomo, Nadia Venturini, Elisa Bordin, Simone Francescato, Anna Belladelli
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